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Fu autore del testo in lingua latina dei "Fioretti di San Francesco", scritti tra il 1327 e il 1340. Vi sono state molte riflessioni e studi intorno all'autore di questo testo, ma la documentazione che nel corso degli anni è stata prodotta dal religioso Giacinto Pagnani sicuramente è accertata e qualificata. Lo studioso cita infatti Ugolino de "Monte Sanctae Provinciae Marchiae" come attendibile. Fra i castelli che nel medioevo avevano questi titoli vi era anche Montegiorgio. Molto probabilmente in quelle epoche vi sono testimonianze che Ugolino vi dimorasse con il "cognome" Boniscambi. Sempre secondo il Pagnani è noto che negli atti pubblici la citazione del cognome o della paternità fosse d'obbligo, mentre per quel che concerne la prassi conventuale il "cognome" venisse tralasciato invece, come era in uso nel Trecento, a favore della località di nascita. La documentazione testimonia che frate Ugolino fosse una personalità variegata e non solo legata alla scrittura di testi: divenne anche un esecutore testamentario a Montegiorgio, dimostrando così il proprio valore di "dotto". Nel 1331 lo troviamo a Napoli come testimone del processo indetto dal Generale del suo ordine, quello Francescano, nei confronti di Andrea da Gagliano, che parteggiava per gli Spirituali. Dai "Fioretti" si attesta che soggiornò a Fermo e nei castelli attigui, e che si stabilì anche per qualche anno nel perugino. Incerta la data della sua morte, avvenne sempre secondo il Papagni nel convento di Luana, nel territorio della città di Fermo, nel 1345.

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