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Nato a Ripatransone nel giugno del 1890, figura poliedrica, fu magistrato, scultore, mecenate e filantropo.
Di famiglia benestante, trascorse la prima parte della sua esistenza nel palazzo di famiglia, di spiccata personalità artistica, i suoi contemporanei lo definirono un"eclettico". Di formazione classica, appena maggiorenne si trasferisce a Roma per studiare Legge, non abbandonando mai la sua vera passione l'arte, ben presto decise di alternare i corsi universitari di giurisprudenza, con la frequenza dello studio del'artista Arturo Dazzi, celebre per i suoi marmi.
In seguito espose le opere realizzate con lui in varie mostre in Italia, ma non abbandonò la carriera giuridica, riuscendo a laurearsi. Partecipa vincendo ad un concorso di funzionario pubblico, presso la Corte dei Conti e poco tempo dopo, ricopre incarichi di prestigio come Presidente di sezione. Nonostante i suoi impegni lavorativi, continua il percorso artistico nello studio di Roma, ma rimanendo sempre legato alla città natale, dove negli anni che vanno dal 1960 al 1965, ricopre il ruolo di primo cittadino.
Le sue opere prevalentemente incentrate sui ritratti e sui soggetti sacri, caratterizzati da un grande equilibrio tra espressività e classicità, in larga parte sono ancor'oggi conservate a Roma, città dove lavorò maggiormente. Si diede da fare anche nella cittadina ripana. Nel decennio dopo la fine del suo mandato di sindaco dal 1966 al 1976, si occupò del restauro e della sistemazione di palazzo Bonomi, in seguito trasformato in museo e donato alla città, acquistando arredamenti ed oggetti di pregio, riportandolo quindi agli antichi fasti. Il suo intervento non si fermò solo allo stabile, ma curò anche l'ampliamento della collezione museale, che tra gli anni 1972 e il 1977 raddoppiò.
Dona alla cittadinanza tutte le sue opere, acquistate nel corso degli anni, come la monumentale pala d'altare di Vincenzo Pagani raffigurante la Madonna in Trono, col Bambino e i santi Caterina, Nicola da Tolentino, Giuseppe e Agostino. Nel 1976 il suo ultimo lascito di cento dei suoi gessi, occupandosi in prima persona dell'allestimento della Gipsoteca nel museo.
Si spegnerà nel 1982 e sepolto nella chiesa di San Filippo, dove si trova la tomba di famiglia.

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