Via Templari
Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari Dettaglio Via Templari
Storica via del centro storico di Castignano, tradizionalmente dedicata ai monaci templari.
Nota per aver dato il via alla tradizione della presenza nel paese, mai confermata da prove certe, dell'ordine cavalleresco medievale. Tradizionalmente conosciuta col termine dialettale "Lu Cursure", corruzione di "Corso", si trova nella parte più bassa dell'abitato, l'angolo Nord occidentale, seguendo in gran parte il circuito della cinta muraria. Il suo aspetto caratteristico è fatto da una lunga cortina di case, strette le une alle altre, da alcuni tratti coperti da volte e ponti, con poche vie laterali. Tra queste si ricorda la ripida Rua della Pace, annoverata tra le vie più strette d'Italia. Difficile definire la sua storia e stando alle fonti, la strada all'epoca dei monaci guerrieri, molto probabilmente si trovava al di fuori delle mura. Alcune informazioni si deducono dalle vicende della chiesa di Santa Maria del Borgo, in parte affacciata sulla via, che in origine è esterna al castello. Adiacente alla chiesa vi è anche segnalato un ospedale, ente per l'accoglienza dei poveri e dei viandanti, che alcuni sostengono appartenente ai Templari. Da alcuni indizi contenuti in questi due edifici, sono nate le varie tesi che sostengono la loro presenza ma nonostante tutto, il nome dell'ordine non compare su alcun documento antico. L'area della chiesa, stando all'analisi delle fortificazioni sopravvissute, viene probabilmente incorporata nel tessuto urbano a partire dal XV secolo. Non è certo che la strada esistesse prima della fondazione dell'ultima cinta muraria, di certo da questo momento in poi, questa permette l'accesso ad una delle tre porte, oggi detta della Fonte Vecchia. Nel XVI vi vengono erette alcune residenze nobiliari, tra queste si ricorda palazzo Ianni all'ingresso meridionale della via, sono anche segnalate alcune abitazioni dei conti Recchi, che più tardi, qui edificheranno il loro laboratorio bacologico. Nell'opera dello storico castignanese Pier Cammillo Carlini De Carolis, che scrive alla fine del settecento, non si fa alcun accenno ai templari. La cosa non cambia agli inizi del XIX secolo, durante la stesura dei Catasti Gregoriani, quando è riportata col nome di "Via del Corso", mentre Via Margherita è nominata "Via Grande". È nella seconda parte del secolo che inizia a comparire il nome dei monaci, menzionati dal priore di Santa Maria in alcune documentazioni. Da qui la tradizione si diffonde e viene ripetuta anche nelle future pubblicazioni ufficiali. Nel 1990 è ispirazione per il noto festival "Templaria", che anima Castignano nelle giornate dopo ferragosto. Anche ad Ascoli Piceno esiste una via con lo stesso nome, localizzabile davanti ai resti del teatro romano e legata alla vicina chiesa di Santa Croce, detta appunto dei Templari. Molto suggestivo è l'attraversamento che fa la processione degli Moccoli, entrando dall'arco di Palazzo Ianni per uscirne lungo la scalinata di Via delle Mura.
La strada vanta due imbocchi scenografici posti alle due estremità, quello già citato a meridione e quello lungo via margherita, poco distante dal municipio e da piazza Umberto I. Iniziando la visita da quest'ultima, si percorre il breve tratto del corso fino alla congiunzione con la via, dove la strada si allarga leggermente in corrispondenza di palazzo Conconi. Via Templari si distacca con una lieve discesa, che si va ad inasprire già in corrispondenza del primo ponte coperto, di recente costruzione. Proseguendo inizia un'altro passaggio coperto più lungo, dove nella parte superiore si alza una palazzina, sempre di origine contemporanea. Continuando si incontrano i primi passaggi coperti ad arco, solitamente appartenenti alle famiglie più facoltose. Costruiti per collegare i palazzi affacciati sul corso principale, con quelli costruiti lungo le mura, al fine di espandere le proprietà ed i volumi delle residenze. Usciti dalla penombra la strada continua a scendere fino ad uno slargo con delle arcate, sulla sinistra si alza la mole dell'ex palazzo comunale, affiancato da una scalinata. Questa sale verso una piccola via parallela, in parte affacciata sopra gli archi della piazzetta, raggiungendo il retro della chiesa di Santa Maria. Ancora avanti il percorso inizia a diventare pianeggiante, sulla destra si apre un varco con una scalinata, che scende fino alla sottostante strada provinciale, in corrispondenza dei giardini pubblici. Dalla parte opposta, stretta tra un'abitazione ed il complesso di Santa Maria del Borgo, si inerpica la caratteristica Rua della Pace. Proseguendo le dimensioni delle abitazioni si fanno sempre più piccole, connotando l'estrazione popolare del quartiere. Si incontra poi un'altra scalinata, che permette di arrivare fino alla chiesa, più ampia rispetto alla salita precedente. Ancora avanti la strada curva verso sinistra, si inizia leggermente a risalire fra le abitazioni, che mano a mano iniziano a diventare sempre più alte. Vale la pena di ricordare un ultimo incrocio, quello con un vicolo cieco detto Via del Sacco, dove nel mezzo sorge una singolare "Casa Stretta", incuneata tra le due strade con le sue minute dimensioni. L'arco di Palazzo Ianni, più lungo e basso degli altri, segna la fine di Via Templari che torna a ricongiungersi con Via Margherita. Qui si trova anche la storica fontana ottocentesca, collocata su un balcone panoramico dove è possibile affacciarsi sulle caratteristiche "Coste" del paese.