Villa Pignoloni
Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni Dettaglio Villa Pignoloni
Palazzo di pregio e passata dimora della famiglia Pignoloni, grandi possidenti locali.
Abbandonato come gran parte della frazione di Vetreto, dove sorge, parte del comune di Roccafluvione e situata all'imbocco dell'alta valle del fiume Fluvione. Qui la famiglia aveva la sua sede già da diverso tempo, infatti lo storico Giuseppe Colucci nel 1795, parla della chiesa di Santa Monica di Casa Pignoloni. Sono anche in possesso del mulino di contrada Arena, costruito lungo il fiume al di sotto del paese, sopra una scenografica cascata, che agli inizi del XX secolo viene sviluppato come primitiva attività industriale. Dallo stile l'opera potrebbe aver visto la luce nel periodo a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, alcuni annessi mostrano lo stile del primo novecento. Viene abbandonata a partire dal secondo dopoguerra, col trasferimento della famiglia in altre sedi, stessa sorte segue il centro abitato.
La villa fa parte di un complesso posto a ridosso dei ruderi del paese, comprendente anche i resti di un parco alberato con alcuni annessi, una fonte pubblica ed i resti della chiesa di Santa Monica. Una cancellata chiude la strada che sale fino al centro, delimitando l'area della proprietà, sulla destra si notano i resti delle abitazioni, alcune di pregio, oggi demolite. Tra queste si ricorda la storica casa torre che si trovava a ridosso della strada. La facciata principale del palazzo è rivolta verso il parco, dove alte piante ornamentali, gettano un manto ombroso sull'area verde, un tempo ben curata, altra facciata è rivolta verso i resti del paese. Il palazzo ha pianta rettangolare e si alza per due piani, è costituito da murature in blocchi di arenaria squadrati, non mancano inserti in laterizio e particolari architettonici in pietra. Vedendolo dal parco si nota al pianterreno l'ampio portale ad arco, incorniciato da blocchi di travertino e con sul lunotto superiore, una elaborata rosta in ferro battuto sopra un massiccio portone in legno. Lo affiancano da una fila di finestre su entrambe i lati, sempre ad arco, munite di cornice in travertino ed inferriate artistiche, lo stile si ripropone per tutte quelle del pianterreno. Al primo ed al secondo piano le finestre diventano rettangolari, con la sola mensola in pietra lavorata, in alto si scorgono ancora le tracce dell'intonaco originale. Più in alto un cordolo di mattoni, muniti di una fila continua di fessure, sorregge lo sporgente tetto, realizzato in tempi più recenti e con tecniche moderne, risultando la parte meglio conservata della villa. Molto simile è la facciata verso il borgo, con alcune finestre murate al pianterreno ed un portale di minori dimensioni, ma altrettanto decorato rispetto al principale. Merita una menzione la struttura a lato utilizzata come rimessa, questa si ispira ai dettami dello stile Liberty del primo novecento, con la facciata principale sempre rivolta verso il parco. L'edificio è il risultato di una risistemazione di un'abitazione colonica più antica, ristrutturata ed ampliata secondo lo stile dell'epoca. Al centro dei due piani si apre un grande portale rettangolare, a sottolineare l'utilizzo come rimessa al pianterreno e magazzino al primo piano. Ai lati si aprono alcun finestre sempre ad arco, con una cornice in stile nella parte superiore, sotto il culmine del tetto c'è un ampio finestrone tondo. Sul lato sinistro c'è un piccolo annesso in mattoni, con una balconata superiore, dietro si vedono i resti dell'abitazione rurale. Sebbene sembri abbandonata, l'area è ancora utilizzata dai proprietari, quindi se ne sconsiglia la visita senza autorizzazione.