Il castello di Monte Vidon Combatte sorge sopra un piccolo poggio, circondato ancora dai resti di buona parte della sua cinta muraria che lo rendono ancor più affascinante. Costruita dai fermani, difese il castello nel corso dei tempi, tra gli attacchi subiti si ricorda l'assedio del Malatesta durante la signoria di Ludovico Migliorati agli inizi del XV secolo, riaggiornate fino al XVI secolo e utilizzate contro i numerosi briganti che in quel periodo imperversavano nel centro Italia. Cingono il perimetro irregolare del paese in quasi tutta la sua interezza tranne che nell'angolo ad Est dove le costruzioni successive ne hanno cancellato le tracce; piuttosto ben conservato invece è il tratto meridionale, compreso nella mole di Palazzo Pelagallo dove si apre la graziosa loggetta di gusto neogotico sopra la rampa che conduce alla porta castellana. Il palazzo poggia sulle alte scarpate a forte inclinazione, edificate nel XVI secolo per meglio difendersi dai colpi di bombarda, rimangono anche i resti di una piccola torre che mostra ancora qualche feritoia ma ormai è diventata parte integrante dell'edificio nobiliare. Oltrepassata la massiccia struttura della porta d'angolo, si gira verso il settore nord-occidentale occupato inizialmente dalla rampa che passando per il secondo accesso castellano porta al cuore dell'incasato, affiancata da un altro edificio che sporge fuori dalle mura che riacquistano la grande base scarpata. Manca il torrione dell'angolo settentrionale poiché demolito, lo spazio lasciato vuoto lascia intravedere le vie interne al paese, le mura proseguono fino al campanile della chiesa di San Biagio, realizzato su una torretta perimetrale. L'abside della chiesa di edificazione posteriore, affiancata al campanile, occupa una struttura che fuoriesce dal circuito murario che riprende solo per un breve tratto fino all'angolo orientale del castello, interessante la presenza di un singolare piccolo edificio ornato con delle arcate. L'ultimo angolo è privo di fortificazioni visibili ma riconduce alla suggestiva strada che costeggia l'incasato fino alla porta, qui vi sono una buona parte degli edifici di pregio di epoca moderna mentre dalla lunga muraglia dirimpetto al paese si può riuscire a sbirciare la palombaia dei Pelagallo.
Bibliografia e fonti
Libri
- Castelli: Rocche torri cinte fortificate delle Marche (Fermo e i suoi castelli) Vol.IV - Maurizio Mauro - Istituto italiano dei castelli, 1998
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