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  • frazioni

    Foce di Montemonaco

    Comune di Montemonaco

    Provincia di Ascoli Piceno

    Una delle mete turistiche di maggior rilievo dell'ascolano, incastonata tra le montagne e raggiungibile attraversando le scenografiche gole dell'Aso. Da qui si iniziano alcuni classiche escursioni sui monti Sibillini come quella ai Laghi di Pilato e fin in cima al monte Vettore oppure la salita verso le creste del monte Sibilla ricco di leggende.
    Si sostiene che anche il nome derivi dalla sua conformazione all'uscita di una gola, Foce potrebbe venire da "Fauci", altre ipotesi meno attendibili sostengono che possa derivare dal termine latino "Focus": fuoco oppure dal termine antico di fonte in quanto li nasceva il fiume Aso.

  • palazzi

    Casa delle Muraglie

    Comune di Comunanza

    Provincia di Ascoli Piceno

    Addentrandosi pericolosamente nel borgo di Cossinino da Piedi, nella prima piccola piazzetta dell'incasato si trova questo splendido edificio dgli inizi del XVI secolo, ormai ridotto a rudere fatiscente nonostante ne sia stato ampiamente riconosciuto il valore storico. La "Casa delle Muraglie", come è stata chiamata, ha reso famoso per un certo periodo di tempo il borgo abbandonato, a causa dell'architrave all'ingresso che secondo alcuni conteneva una scritta picena. L'ipotesi fu smentita dall'evidente realizzazione della pietra agli inizi del XVI secolo, ma la fantasia, lungi dall'essere sopita, attribuisce anche ai templari l'origine dell'edificio, sebbene queste ipotesi non siano mai state fino ad oggi avvalorate da documentazioni.

  • personaggi

    Vincenzo Pagani

    Comune di Monterubbiano

    Provincia di Fermo

    Grande pittore, figlio di Giovanni, nacque nel 1490 nella Marca fermana. Unì le suggestioni crivellesche con la scuola e la cultura veneta, romagnola e umbra, impressione "crivellesca" che derivava più da una conoscenza diretta delle opere che da un'adesione culturale.
    Si può tentare di analizzare l'evoluzione artistica di Vincenzo percorrendo le sue tappe nella Marca del Piceno e in quella Fermana: l'esordio avviene nella tavola di Ortezzano, del 1513, dove l'influenza di Carlo Crivelli è evidente nelle figure, nei contorni e nello sfondo; la scena della Madonna in trono e santi, conservata a Montelparo, è dominata dall'imponente architettura ad archi del trono. Della stessa fase pittorica una Madonna in trono con santi Giovanni Battista, Sebastiano, Caterina e Lucia.

  • chiese

    Madonna dell'Olmo

    Comune di Moresco

    Provincia di Fermo

    Probabilmente fu edificata per contenere l'edicola di stile gotico presente tuttora al suo interno, ma che inizialmente sorgeva davanti ad un trivio che nei secoli passati costituiva un punto nevralgico della viabilità locale. Da qui era possibile accedere al vicino castello di Moresco, proseguire poi per Monterubbiano e raggiungere il fondovalle e quindi procedere verso la costa o recarsi fino alle sponde del fiume Aso. In prossimità della chiesa si ergeva un maestoso esemplare di olmo che diede il nome al sito. L'edificio fu ampliato nel 1521. L'esterno è animato da lesene e contrafforti, costruiti a ridosso delle fiancate, e da un avancorpo sostenuto da pilastri in laterizio, posto a protezione dell'ingresso. La facciata, tripartita da quattro lesene, è dotata di un'apertura circolare e di due finestre visibili ai lati del portale.

  • frazioni

    Vallenquina

    Comune di Valle Castellana

    Provincia di Teramo

    Risalendo l'antica via romana che dalla Salaria si distaccava per raggiungere direttamente il Piceno abruzzese, valicando il passo di Annibale fino a riscendere tra Campli e Civitella attraverso le gole del Salinello, si incontra lo scenografico villaggio montano di Vallenquina.
    Conosciuto nei tempi passati anche come Valle Equina o Vallis Bina (dalla biforcazione della valle) poco si trova della sua storia; sappiamo che negli ultimi secoli figure importanti sono stati i membri della nobile famiglia teramana dei Bonifaci, costruttori del castello omonimo. Per secoli ha convissuto col gran fenomeno del brigantaggio che, sfruttando gli aspri territori, seminò il terrore dal XV secolo fino all'Unità d'Italia.

  • strade

    Piazza delle Erbe - Chiostro Maggiore di San Francesco

    Comune di Ascoli Piceno - Città

    Provincia di Ascoli Piceno

    L'annesso convento alla chiesa di San Francesco di Ascoli Piceno constava di due chiostri: mentre il minore è oggi inglobato in un edificio privato, il maggiore è divenuto uno spazio pubblico, compreso tra via D'Ancaria e via del Trivio, nel quale si svolge, ogni mattina, un mercato (da qui l'altra definizione di piazza Delle Erbe).
    L'arioso spazio quadrato ha una regolarità tipicamente rinascimentale, tuttavia il porticato d'accesso da via del Trivio è rimasto quello originario del Trecento, mostrando un aspetto schiettamente gotico. Infatti la struttura in grossi blocchi di travertino si risolve in pilastri ottagonali o squadrati, a sostegno dei caratteristici archi a sesto acuto. Altri due archi gotici si trovano all'imbocco del tunnel che immette in via D'Ancaria.

  • chiese

    Santa Maria Assunta

    Comune di Mosciano Sant'Angelo

    Provincia di Teramo

    In località Montone vi è la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta. Notizie tratte da documenti attestano la costruzione già a partire dal 1582. Nel corso dei secoli il luogo sacro subì numerosi lavori di restauro e di consolidamento, fino ad arrivare al 1914, data a cui la struttura giunse in condizioni disagiate; il parroco dell'epoca, Don Gaetano Cardelli, grazie alla sua intraprendenza, avviò con l'artista originario di Mosciano, Francesco Patella, un'ulteriore opera di recupero. I lavori durarono circa vent'anni e nel 1934 vi fu la nuova consacrazione della chiesa.
    Costruita interamente in pietra di laterizio, presenta una caratteristica facciata con un portale d'ingresso ad arco acuto che ha su ogni lato due altri archi, sempre acuti. Al di sopra di questi spicca un grande oculo incorniciato in laterizio; la struttura termina con un particolare campanile a vela, dove sono alloggiate tre campane.

  • frazioni

    Montefiore dell'Aso

    Comune di Montefiore dell'Aso

    Provincia di Ascoli Piceno

    La storia del castello ha origine probabilmente dalla pieve di Santa Lucia della quale non si hanno notizie fino al XIII secolo. Al tempo esistevano in quel luogo due piccoli castelli feudali attigui: quello di Montefiore e quello di Aspramonte, governati dai rispettivi signori, ai quali il vescovo Adenulfo di Fermo concede il possesso della metà dei castelli di Boccabianca e Forcella, nel 1210. Questi due castelli risultavano fusi nella singola entità di Montefiore già nel 1233, quando si legge su un atto (stipulato ai confini sul Menocchia con la vicina Ripatransone) che il vescovo di Fermo cede a Giovanni Colonna, rettore della Marca, i possessi di Montefiore ed altri castelli limitrofi; poco più tardi invece, nel 1261, lo si ritrova già come libero comune soggetto alla giurisdizione di Rainaldo di Brunforte.

  • chiese

    Santa Maria della Misericordia

    Comune di Sant'Egidio alla Vibrata

    Provincia di Teramo

    Faraone Vecchia è una frazione in stato di abbandono di San Egidio alla Vibrata.
    La chiesa principale di questo borgo era Santa Maria della Misericordia, che si erge ancora con la sua maestosità e con la parte muraria inferiore della struttura, datata fine XV secolo. La parte inferiore sicuramente subì svariati lavori di restauro e nell'Ottocento venne aggiunto il portico sulla parte di sinistra.
    Dalla parete posteriore svetta il campanile a vela con due campane, e sulla facciata si nota l'austero portale in laterizio, risalente anch'esso alla fine dell'Ottocento.
    All'interno, ormai in disfacimento, si scorge una lapide dedicata ad un parroco locale Bartolomeo Faragalli, morto nel 1867, e nella controfacciata un sottopalco dove una volta vi era posizionato l'organo, che ora si trova nella chiesa di Faraone Nuovo.

  • frazioni

    Canzano

    Comune di Canzano

    Provincia di Teramo

    Tra le Valli del Tordino e del Vomano, a poca distanza dal capoluogo provinciale, la variopinta figura di Canzano, incastonata sulla cima di un colle, emerge dai crinali circostanti. Dibattuta è la toponomastica del luogo che secondo alcuni rimanda ai romani e alla famiglia degli Atti, che avrebbero qui fondato l'insediamento di "Campus Attianus", divenuto in seguito Canzano; secondo un'altra ipotesi fu costituito da un gruppo di saraceni dai quali deriverebbe la famiglia De Nigris. La storia vuole che come tutti gli insediamenti castellani si fondi all'alba dell'alto medioevo, difatti le prime apparizioni del castello si hanno nel 1127 sulle carte della diocesi di Teramo e nel 1150 quando, nel "Catalogus Baronum", un registro dei feudi redatto dai normanni, si concede il dominio sul castello a Mattaleone da Canzano.

  • chiese

    San Rocco

    Comune di Acquaviva Picena

    Provincia di Ascoli Piceno

    San Rocco è la chiesa più antica eretta entro la cerchia delle mura.
    La costruzione, in stile romanico, risale al XII secolo ed ha subito nei secoli notevoli rifacimenti.
    Sorge al termine di via San Rocco che la congiunge alla piazza chiamata del Forte.
    La facciata a capanna, rinsaldata da contrafforti laterali, è arricchita da un loggiato cieco in terracotta ed è ornata con tazze di maiolica policroma.
    L'abside esternamente risulta poligonale, mentre all'interno è semicircolare.
    Da ammirare è la statua lignea di San Rocco, opera del XVIII secolo.
    Il campanile a vela, ben conservato, si apre in una bifora di chiara ascendenza gotica come la cuspide che la sormonta.

  • chiese

    San Martino al Tesino

    Comune di Grottammare

    Provincia di Ascoli Piceno

    San Martino viene annoverata tra le più antiche abbazie della provincia di Ascoli. A proposito del luogo, vi sono dei documenti che testimoniano notizie riguardanti monaci Benedettini di Farfa, probabilmente tra l'VIII e il IX secolo. La conferma della giurisdizione Fermana fu effettuata dall'Imperatore Enrico VI nel 1193.
    La chiesa venne edificata sicuramente sui resti di un antico tempio pagano, come lascia intuire la porzione di muro antistante la facciata principale.

  • chiese

    Santa Sofia

    Comune di Moresco

    Provincia di Fermo

    La tradizione attribuisce l'edificio sacro alla commemorazione di Sofia Amati, una giovane di Moresco "brutalizzata e uccisa" in tempi lontani.
    La piccola costruzione è situata poco distante della cinta muraria, al lato di quella che anticamente era l'unica strada diretta verso la costa e il contado.
    Costruita nel XV secolo su un terreno appartenuto ai canonici lateranensi di Roma, nel 1545 fu beneficiata dal comune di diversi privilegi, tra cui il diritto di decima su alcuni terreni circostanti.
    Le architetture del tempietto esprimono la massima semplicità formale: l'austera facciata, che nei secoli passati culminava in un frontone triangolare, presenta ancora tracce di piccole aperture.
    Nel 1892 venne definitivamente chiusa al culto.

  • arti e mestieri

    Gianluca Patrizi

    Comune di Grottammare

    Provincia di Ascoli Piceno

    Dopo un educazione all'immagine data dal fumetto e da studi teorici, attraverso viaggi ed esperienze ho riprodotto e collezionato forme, sperimentando diverse tecniche di espressione e stampa. Lavoro principalmente con la serigrafia, l'illustrazione e il graphic design, sconfinando spesso in altre tecniche.

  • castelli

    Rocca di Casaregnana

    Comune di Roccafluvione

    Provincia di Ascoli Piceno

    Si abbarbicava fin dall'alto medioevo sulla cima del colle, detto ancora "della fortezza". Nel 1179 Papa Alessandro III ne riconfermava il possesso al vescovo-conte ascolano, possessore tra l'altro della pieve dedicata a San Quirico, da tempo scomparsa, che trovava riparo tra le mura della fortificazione. La pieve e la rocca si menzionano anche nel 1310 riguardo un miracolo attribuito a Sant'Emidio, concesso al signore Lino della Rocca, guarito da una pugnalata al petto. Nel 1356 si viene a conoscenza dal catasto edito dal cardinale Albornoz e del fatto che i nobili di Casaregnana dovevano prestare giuramento al rettore pontificio, rispondere alle sue chiamate per parlamentare o per sostenerlo in guerra. Ma già nei catasti ascolani del 1381 si nota che è sede di un proprio sindacato con diverse località annesse e di un proprio stemma, quindi inglobato dallo stato di Ascoli.

  • frazioni

    Montefortino

    Comune di Montefortino

    Provincia di Fermo

    Si insedia su un basso colle circondato a oriente da alture boscose e a occidente dalla mirabile muraglia della catena dei Monti Sibillini.
    Alcune ricostruzioni storiche che sfiorano il leggendario parlano di una lapide, ovviamente scomparsa, che attribuisce la fondazione del paese a una famiglia consolare romana: la Casa Roscia, destinata al Piceno da Pompeo Magno. Più verosimilmente lo si fa risalire all'alto medioevo, nasce forse come insediamento longobardo o per mando dell'abbazia di Farfa che nel X secolo controllava quest'area, nei suoi registri infatti appare per la prima volta il nome di Montefortino, nome che forse stava a sottolineare la presenza di un fortilizio.

  • palazzi

    Palazzo Pelagallo

    Comune di Monte Vidon Combatte

    Provincia di Fermo

    Palazzo Pelagallo prende il nome da una delle più importanti famiglie nobiliari di Monte Vidon Combatte.
    La struttura, di origine trecentesca, è di oltre tre piani ed è ubicata nei pressi della sede del comune.
    Da ammirare è la parte esterna, con la torre detta "rompitratta", con le caratteristiche tracce del ponte levatoio sull'antica porta d'ingresso, con trame di merlature e beccatelli, con la porta a doppio arco e con il loggiato a cinque archi gotici.

  • chiese

    San Giacomo Apostolo

    Comune di Ascoli Piceno - Città

    Provincia di Ascoli Piceno

    Iniziata a costruire nel 1270, la chiesa si affaccia sulla "Strata Sancti Giacobi", una delle principali della città. Completamente realizzata in travertino locale, San Giacomo è un tipico esempio di romanico piceno. La chiesa si sviluppa con orientamento Ovest-Est e con un'accentuata espansione verticale. La facciata a capanna ingloba sul lato destro un'alta torre campanaria realizzata nel XIV secolo ed un elegante rosone a dodici petali con colonnine tortili lisce montate a coppie simmetriche e con capitelli di diversa forma. Sopra al rosone sono collocati, a forma di croce, cinque bacini in maiolica con decorazione di croci e fiori. Il portale principale rimane strombato e definito da due colonnine tortili per lato mentre nella lunetta vi è una raffigurazione ad opera di Sebastiano Ghezzi (1585-1650) di “Madonna col Bambino tra San Giacomo ed Emidio”.

  • palazzi

    Palazzo Ianni

    Comune di Castignano

    Provincia di Ascoli Piceno

    Costruito sfruttando probabilmente anche un torrione della cinta muraria, si pone a cavallo di via Templari.
    Una serie di stili e di ricostruzioni, tutte rigorosamente in cotto, si accavallano mostrandosi nelle finestre del primo piano, di chiara matrice rinascimentale, fino ai piani superiori, dove si vede un avvicinamento allo stile barocco.
    Tutto è scandito da cornici marcapiano sfalsate, che vanno a sottolineare la diversità dei vari corpi che costituiscono il fabbricato.
    La parte del palazzo che da verso via Margherita, prima del terremoto del 1943 era più alto di un piano, come è ben visibile in alcune foto del primo dopoguerra.

  • chiese

    San Filippo Neri

    Comune di Ascoli Piceno - territorio

    Provincia di Ascoli Piceno

    Oggi immersa nel traffico della strada Statale Salaria di passaggio a Villa Sant'Antonio, nel comune di Ascoli Piceno, è un elegante esempio di architettura eclettica, con una splendida decorazione interna.
    Nel primo novecento la piana al di sotto del comune di Castel di Lama aveva subito un processo di forte colonizzazione e l'oratorio di San Venanzio, dipendente dalla parrocchiale di Santa Maria in Mignano a Piattoni, era divenuto in breve piccolo, scomodo ed inadeguato per soddisfare le esigenze religiose dell'accresciuta popolazione. Negli anni venti era stata istituita una commissione per avviare la costruzione di un nuovo luogo sacro, viene quindi scelto un terreno donato dal Cavaliere Giuseppe Seghetti che sceglierà San Filippo Neri come santo titolare, sia per la memoria del fratello scomparso, sia perché il santo era molto venerato dalla famiglia che già possedeva una cappella a lui intitolata.

  • castelli

    Cinta muraria

    Comune di Sant'Egidio alla Vibrata

    Provincia di Teramo

    Il suggestivo borgo abbandonato di Faraone, nonostante l'incuria, ha il vanto di essere ancora cinto da mura fortificate, in parte ben visibili, a memoria delle indiscusse capacità difensive del castello, aumentate dalla posizione piuttosto irraggiungibile, circondato com'è da ripidi fossi. Edificata con le varie pietre recuperate nei paraggi, segue un andamento vagamente circolare, adattandosi al profilo della piattaforma dove sorgeva il nucleo abitato; la sezione nord-est, a causa dell'incuria e delle frane, appare meno visibile rispetto al resto, mentre le mura a sud si presentano ancora in buone condizioni. Edificate con molta probabilità nel XIV secolo vengono riaggiornate fino al XV-XVI secolo, quando furono aggiunte le scarpature inclinate alla base delle mura e adeguate in funzione delle nascenti artiglierie d'assedio e da difesa.

  • frazioni

    Rocchetta di Tallacano

    Comune di Acquasanta Terme

    Provincia di Ascoli Piceno

    Tra i più interessanti insediamenti dell'acquasantano, il borgo abbandonato di Rocchetta sorge aggrappato ad una parete di roccia ricca di cavità che da sempre ha sfruttato come riparo.
    La tradizione vuole che l'origine del nome coincida con il toponimo di rocca, era qui infatti presente una fortificazione, detta nel 1286 "di Ser Gezzo", già abbandonata nel corso del medioevo, intorno alla quale si sarebbe sviluppato il primitivo insediamento. La torre che caratterizzava la rocca rimarrà il simbolo della comunità, durante tutto l'arco della sua autonomia.

  • frazioni

    Montefiore dell'Aso

    Comune di Montefiore dell'Aso

    Provincia di Ascoli Piceno

    La storia del castello ha origine probabilmente dalla pieve di Santa Lucia della quale non si hanno notizie fino al XIII secolo. Al tempo esistevano in quel luogo due piccoli castelli feudali attigui: quello di Montefiore e quello di Aspramonte, governati dai rispettivi signori, ai quali il vescovo Adenulfo di Fermo concede il possesso della metà dei castelli di Boccabianca e Forcella, nel 1210. Questi due castelli risultavano fusi nella singola entità di Montefiore già nel 1233, quando si legge su un atto (stipulato ai confini sul Menocchia con la vicina Ripatransone) che il vescovo di Fermo cede a Giovanni Colonna, rettore della Marca, i possessi di Montefiore ed altri castelli limitrofi; poco più tardi invece, nel 1261, lo si ritrova già come libero comune soggetto alla giurisdizione di Rainaldo di Brunforte.

  • chiese

    Santa Caterina d'Alessandria

    Comune di Acquasanta Terme

    Provincia di Ascoli Piceno

    Dedicata alla venerazione della Santa di Alessandria d'Egitto, Caterina, la chiesa si trova nella frazione di Capodirigo.
    L'edificazione viene fatta risalire al 1412. All'interno dell'edificio sacro i lavori furono eseguiti dai Mastri Jacobo Johannis e Antonio Zannis.
    Nel XVI si legge in alcuni documenti della presenza di un'altare o di una cappella dedicata a San Sebastiano, protettore contro le pestilenze, verso la fine del secolo si registrano le attività della confraternita del Santissimo Crocefisso.
    Vicino all'abside ci sono un altare ligneo e uno di travertino, sui quali vengono officiate le funzioni.
    Sulla parete di fronte all'ingresso è presente un affresco con le figure della Madonna in piedi con in braccio il Bambino, due angeli in ginocchio ai lembi della sua veste, e i Santi Sebastiano e Rocco ai lati.

  • personaggi

    Alfonso Sardella

    Comune di Teramo

    Provincia di Teramo

    Nasce a Teramo nell'aprile del 1937. Dopo il ciclo primario di studi, consegue il diploma Magistrale e nel 1958 anche l'abilitazione ISEF per l'insegnamento sportivo; si trasferisce a Roma dove svolge la professione di docente di educazione fisica in varie scuole statali. Grazie alla sua naturale predisposizione allo sport, Sardella da giovane pratica numerose attività in varie discipline sportive, come il calcio, l' atletica leggera, la ginnastica e il tennis. Diventa in seguito per una stagione preparatore atletico di un'importante società calcistica in Lombardia; il ciclismo fu una sua grande passione per molti decenni. Ma le sue poliedriche doti lo portano a diventare un cultore e testimone della letteratura delle terre abruzzesi, fu autore di numerose opere sia in dialetto teramano che in italiano, tra il 1978 e il 2012. Si cimentò anche nella pubblicazione di un dizionario dei termini dialettali e dei proverbi.

  • frazioni

    Vallenquina

    Comune di Valle Castellana

    Provincia di Teramo

    Risalendo l'antica via romana che dalla Salaria si distaccava per raggiungere direttamente il Piceno abruzzese, valicando il passo di Annibale fino a riscendere tra Campli e Civitella attraverso le gole del Salinello, si incontra lo scenografico villaggio montano di Vallenquina.
    Conosciuto nei tempi passati anche come Valle Equina o Vallis Bina (dalla biforcazione della valle) poco si trova della sua storia; sappiamo che negli ultimi secoli figure importanti sono stati i membri della nobile famiglia teramana dei Bonifaci, costruttori del castello omonimo. Per secoli ha convissuto col gran fenomeno del brigantaggio che, sfruttando gli aspri territori, seminò il terrore dal XV secolo fino all'Unità d'Italia.

  • frazioni

    Acquaviva Picena

    Comune di Acquaviva Picena

    Provincia di Ascoli Piceno

    Si allunga su uno stretto crinale che guarda il mare, nei caldi colli coltivati che degradano verso il litorale, tra la foce del Tronto a sud e quella del Tesino a Nord. Il toponimo è legato ad alcune leggende, alcuni sostengono che sotto la fortezza si trovasse una fonte miracolosa altri che derivi dalla famiglia Acquaviva quella dei futuri duchi d'Atri, proprietari del castello, ma più verosimilmente il nome, di uso piuttosto comune, stava a rappresentare la presenza di sorgenti perenni. Acquaviva inizia il suo percorso nella storia prima del X secolo quando, stando alle carte del vescovato Fermo, viene concesso nel 1034 in feudo a Longino di Azzone, quello della famosa donazione farfense, insieme alle corti di San Vincenzo e San Benedetto.

  • frazioni

    Santa Lucia

    Comune di Montefortino

    Provincia di Fermo

    Si trova a metà strada tra Montefortino e Comunanza, svetta su di un colle circondato da vallate boscose, dove il tempo sembra essersi fermato ad ammirare la bellezza delle montagne.
    L'abitato si trova al culmine del colle, a capo di un comprensorio di piccoli villaggi ad esso legati. Anticamente, faceva parte del territorio sottoposto al castello scomparso di Colsilvano, conosciuto già dal medioevo, ovviamente prende il nome dalla chiesa che spicca sulla cima del colle, della quale abbiamo notizie solo a partire dal XIV secolo. Probabilmente il castello era stato eretto dai monaci farfensi, possessori di diverse proprietà nell'area, tra i loro vassalli c'erano i signori di Smerillo e di Montepassillo, segnalati nelle cancellerie dei monaci già dalla fine del XII secolo. La dinastia di chiare simpatie filoimperiali, si sottometterà ad Ascoli nel 1249, facendo espandere l'influenza del comitato ascolano nell'area.

  • chiese

    Santa Lucia

    Comune di Roccafluvione

    Provincia di Ascoli Piceno

    Arrivati a Bovecchia sia salendo dalle rive boscose del Fluvione che scendendo dai campi coltivati che circondano Osoli, si è accolti all'imbocco del paese da questa singolare chiesetta, che si inserisce perfettamente nel verde scenario circostante. Nel 1934 si decise di costruire una chiesa dedicata alla santa per sostituirne una già presente in paese, del quale rimangono forse i resti inglobati in una casa piuttosto antica del borgo; il nuovo edificio venne innalzato sopra una piccola altura a poca distanza dalla precedente. Si scelsero come materiali il cotto e l'arenaria locale, a causa del gradevole contrasto dei colori che caratterizzano soprattutto la piccola facciata: qui si apre il portale sormontato da un'architrave lavorata ed incorniciata da un grande arco che sorregge lo slanciato campanile a vela, che si alza sopra l'ingresso.

  • chiese

    Santa Maria in Lapide

    Comune di Montegallo

    Provincia di Ascoli Piceno

    Nascosta tra la vegetazione del fondovalle del torrente Rio, la sua possente figura è solo una parte del grandioso aspetto che aveva precedentemente l'antica chiesa. Se ne parla dal 1198 quando veniva concessa dal papa all'abbazia di Farfa ma sicuramente esisteva già da diverso tempo, l'edificio sembrerebbe risalire al IX secolo, secondo alcuni invece è del X-XI secolo mentre secondo altre attribuzioni si scende addirittura al VIII secolo. Nel 1125 la sua importanza comunque era già ben nota e l'abate di Farfa Adenulo la segnala insieme a Santa Maria in Pantano e altri monasteri piuttosto ricchi, per pagare una tassa annua all'abbazia, la lista sarà riaggiornata nel 1295 e comprenderà sempre le due chiese montegallesi.
    La chiesa era legata alla nobile dinastia dei Marchio che possedeva il sovrastante castello di Santa Maria in Gallo oltre a numerosi possessi nell'area.

  • castelli

    Rocca di Rovetino

    Comune di Rotella

    Provincia di Ascoli Piceno

    Della Rocca di Rovetino oggi rimangono pochi ruderi nascosti dalla vegetazione, difficilmente individuabili da lontano e che rappresentano le ultime vestigia di questa fortezza. Gli abati farfensi fortificarono l'altura già nell'alto medioevo realizzandovi un torrione, questo castello all' epoca dell' invasione di Federico II era di propietà dei Varano, duchi di Camerino, che nel 1245 furono costretti a cederla agli ascolani, questi a loro volta la concessero in castellania ai Gualtieri. Al tempo di papa Innocenzo IV, nel 1356 Rovetino era con il Porto d'Ascoli, la rocca di monte Calvo e quella di monte Passilio una delle principali fortificazioni del Comitato Ascolano. Nel 1445 papa Eugenio IV investì la Famiglia Saladini della Contea di Rovetino per ricompensala del loro appoggio al Legato della Marca Scarampi che aveva avuto il difficile compito di sottomettere tutto il territorio alla Santa Sede dopo la parentesi francese.

  • chiese

    San Giovanni Battista

    Comune di Ascoli Piceno - Città

    Provincia di Ascoli Piceno

    Nel folto gruppo di edifici sacri ascolani assimilabili all'architettura romanica, sicuramente il battistero di San Giovanni ne è uno dei più rappresentativi. La massa compatta della sua struttura si staglia alla sinistra di Sant'Emidio e fu eretto probabilmente dalle stesse maestranze lombarde che costruirono l'antica cattedrale romanica, durante la campagna edificatoria voluta dal vescovo Presbitero nel XII secolo. Tutto il battistero è stato progettato secondo una rigorosa simbologia di figure geometriche che richiamano il rito al quale era preposto. All'esterno, esso si presenta come un corpo cubico sormontato da una tribuna ottagonale, coperta da tettoie a spiovente e sulla sommità una lanterna.

  • chiese

    Sant'Emidio

    Comune di Montalto delle Marche

    Provincia di Ascoli Piceno

    Graziosa chiesetta nella campagna marchigiana, in uno scenario rurale quasi perfetto.
    Si vuole costruita nei pressi di un insediamento romano, testimoniato dai reperti custoditi nel museo di Montalto delle Marche, viene forse eretta nel XVI secolo come chiesa sottoposta a Santa Maria in Viminatu, parrocchiale del castello di Patrignone.
    Famosa per la grande fiera che si teneva il giorno della festa del santo, tradizione persa col tempo a partire dal secondo dopoguerra.
    Durante il terremoto del 1997 subisce alcuni danni che porteranno ad un restauro l'anno successivo con il rifacimento del tetto, del pavimento e delle strutture interne.
    L'edificio si trova a ridosso della strada che attraversa l'omonima contrada, affiancato da alcune conifere che donano un valore paesaggistico aggiunto alla già armonica facciata, che mostra tracce dei canoni dell'architettura rinascimentale.

  • palazzi

    Palazzo Rovedi

    Comune di Montegallo

    Provincia di Ascoli Piceno

    Indubbiamente uno dei più interessanti esempi di casa-torre del circondario, fa capolino al termine dell'abitato di Cornaloni, fiancheggiando la strada che percorre il borgo.
    Il corpo turrito, più antico rispetto alle altre strutture che formano il palazzo, svetta all'angolo dell'edificio con i suoi tre piani dove si aprono le piccole finestre abbellite nelle architravi da simboli.

  • chiese

    Santa Maria dei Lumi

    Comune di Montedinove

    Provincia di Ascoli Piceno

    All'inizio del delizioso viale alberato che conduce alla vicina Montalto delle Marche, adiacente alle proprietà del convento di San Tommaso Becket, si affaccia tra i rami l'elegante facciata della chiesa, oggi sconsacrata, dedicata a Santa Maria dei Lumi. L'edificio che oggi vediamo fronteggiava una chiesa omonima, più piccola ma più antica, che già pericolante venne demolita sul finire del XIX secolo, conservando solo l'altare del 1770. Monsignor Bonetti, il vescovo di Montalto, che aveva approvato la demolizione della precedente chiesetta, decise di costruirne una nuova adiacente a quella precedente e nel 1898 iniziava la costruzione del nuovo edificio che avverrà spedita. Già nel 1901 il porporato che ne volle la costruzione, poteva consacrarla aprendola al culto; la chiesa verrà utilizzata come luogo di culto fino alla fine del XX secolo, quando sarà venduta a privati ed infine utilizzata in altra maniera.

  • chiese

    Santa Maria Ausiliatrice

    Comune di Ripatransone

    Provincia di Ascoli Piceno

    Parrocchia rurale nella campagna di Ripatransone, detta anche Madonna del Trivio, dal nome della località dove sorge.
    Costruita a partire dall'inizio del secolo su un terreno donato dalla famiglia Cardarelli, viene completata nel 1908, riutilizzando le spoglie della vicina chiesa di San Gregorio, demolita perché ormai abbandonata e cadente, dalla quale la nuova chiesa avrebbe anche acquisito i titoli ed i benefici. Intanto nel piccolo centro era già presente un'edicola dedicata a Santa Maria Ausiliatrice, demolita durante la costruzione di una nuova abitazione, che si andrà ad aggiungere ai materiali disponibili nel cantiere.
    Qualche tempo dopo si decise così di dedicare il nuovo edificio alla Madonna invece che a San Gregorio, mentre nel 1924 la diocesi di Ripatransone, viene infine unita a quella di Montalto delle Marche.