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  • chiese

    Madonna Azzurra

    Comune di Civitella del Tronto

    Provincia di Teramo

    Piccola edicola costruita per volontà del generale di divisione teramano Ernesto Riccardi il quale scelse la base della fortezza, in quanto luogo pregno di atti di eroismo, per erigere, nell'anno mariano 1953, un sito dedito al culto della Madonna detta così perchè venerata dall'associazione del Nastro Azzurro, composta da decorati con medaglie al valore militare. Qui nel tempo gli associati hanno deposto alcune lapidi in memoria del generale teramano, altre per ricordare le figure dei politici e dei combattenti Filippo Guerrieri ed Eugenio Spiazzi.
    L'edicola si trova nella parte occidentale del parco della rocca, a poca distanza dalla Fontana degli Amanti, su un piccolo spiazzo ritagliato dalla montagna ove si trova una nicchia con la statua della Madonna protetta da una cancellata. Un'altra piccola nicchia ospita una cassettina per le offerte sormontata da una lapide col nome del luogo.

  • frazioni

    Cossinino da Capo

    Comune di Comunanza

    Provincia di Ascoli Piceno

    Percorrendo il crinale che costeggia a meridione il lago di Gerosa e la valle dell'Aso, attraversando il passo di Croce di Casale verso Propezzano, si incontra l'incrocio per i paesi di Cossinino da Capo e Cossinino da Piedi. Tra i due ci si imbatte per primo con quello da capo che occupa un piccolo tratto di crinale pianeggiante dove da secoli si avvicendano le coltivazioni. Poco si conosce della storia del borgo: si sa che esisteva già nel medioevo quando nel 1313 viene citato in un atto notarile che conclude un contenzioso sorto tra Ascoli e Santa Maria in Lapide per il possesso di alcuni paesi del circondario. Nel secolo successivo lo ritroviamo compreso nel sindacato di Pizzorullo e di Vindola, sempre nello stato ascolano fino a quando il municipio viene sciolto nel 1808 e con la Restaurazione nel 1816 torna sotto Vindola, nel governo di Comunanza, fino all'Unità d'Italia.

  • chiese

    Santa Maria

    Comune di Acquasanta Terme

    Provincia di Ascoli Piceno

    La chiesa di Santa Maria di Piedicava, frazione di Acquasanta Terme, venne edificata nella prima metà del XV secolo da maestranze locali, come attestato da fonti testamentarie. Altre notizie documentarie citano lasciti di famiglie del luogo per delle sepolture. Vi furono altri lavori di restauro ed ampliamento all'interno sia nel Seicento e nel secolo successivo.
    Immersa nel verde, è costituita principalmente in travertino e su di essa spicca, nella parte posteriore, un campanile a vela con una campana.

  • frazioni

    Montefalcone Appennino

    Comune di Montefalcone Appennino

    Provincia di Fermo

    Uno dei più gradevoli borghi della provincia di Fermo, arroccato sopra uno scenografico sperone di roccia che come un balcone naturale si affaccia sulla valle dell'Aso.
    Per individuare le origini sul nome come sempre si incorre in ipotesi più o meno fantasiose, a partire da quella che narra di un mitico signore di nome Falcone, a quella che sostiene che nasca dal termine "Falk", che in lingua germanica vuol dire "spaccato" e quindi indicherebbe la montagna spaccata ma più probabilmente il nome è da attribuire al rapace che nidifica sulle pareti rocciose sotto l'abitato.
    La storia dell'abitato è strettamente legata alla presenza dei farfensi in quanto era tra i loro primi possedimenti nella Marca, risalenti alla donazione del Duca di Spoleto Faroaldo del VIII secolo.

  • castelli

    Castello di Licciano

    Comune di Rocca Santa Maria

    Provincia di Teramo

    Castello scomparso nel territorio di Rocca Santa Maria, situato nelle cime tra le frazioni di Licciano e Fiume.
    Identità tipicamente feudale nata per il controllo del territorio sopra la valle del Tordino, nel medioevo possesso dei vescovi di Teramo e dei loro vassalli, abbandonato durante il corso del medioevo per ignoti motivi, i suoi territori saranno in seguito aggregati all'Università di Rocca Santa Maria.
    Era presente la chiesa di Sant'Emidio di Rocca attestata prima del 1330 ma scomparsa come il castello già nel XVI secolo, il nome era rimasto legato alla contrada di "San Mingo".
    Dell'insediamento non rimane molto, si registra solo la presenza di alcuni ruderi.

  • chiese

    Santa Maria dei Lumi

    Comune di Civitella del Tronto

    Provincia di Teramo

    Edificati nel 1466, il Santuario e la chiesa sorgono su di un colle di fronte all'abitato, a poca distanza dal breve tratto della strada che immette sul centro storico di Civitella.
    La fondazione si deve a San Giacomo della Marca, santo e predicatore francescano marchigiano.
    La storia del complesso di Santa Maria dei Lumi è legata alla cittadina da un punto di vista religioso, culturale, civile e militare.
    Questo complesso subì molti restauri sopratutto a seguito dei numerosi assedi subiti nell'Ottocento e nei primi anni 60 del Novecento.
    Rimaneggiata e ampliata, la chiesa ha un capiente portico romanico ad archi a tutto sesto, impostati ciascuno su quattro pilasti ottagonali.
    L'interno è a unica navata ampliata da una seconda a sinistra.

  • frazioni

    Smerillo

    Comune di Smerillo

    Provincia di Fermo

    Appollaiato sopra una ripida rupe che guarda la vallata del Tenna ed il Lago di San Ruffino, Smerillo con i suoi silenziosi vicoli ed i resti della sua poderosa rocca, rappresenta una tappa affascinante nel panorama dell'alto fermano. E' uno dei due centri abitati sorti nei boschi del Monte Falcone che si innalza isolato tra le valli del Tenna e dell'Aso: ovviamente l'altro centro di cui parliamo è la vicina Montefalcone, entrambi traggono il nome dal falco, difatti lo smeriglio è una varietà di questo volatile che probabilmente prosperava nella montagna.
    Il paese prende forma a partire dall'alto medioevo quando nella zona dominavano i monaci farfensi della vicina Santa Vittoria in Matenano che, originari di Fara in Sabina nel reatino, erano scappati nella Marca dove avevano delle proprietà, per sfuggire alle razzie dei saraceni che distrussero l'abbazia madre nell'898.

  • chiese

    Santissimo Crocifisso

    Comune di Acquasanta Terme

    Provincia di Ascoli Piceno

    Nella frazione di Quintodecimo, lungo la strada Salaria, troviamo la chiesa del SS.Crocifisso, la cui antica denominazione era Santa Maria della Forcella.
    Interamente costruita in pietra, presenta un suggestivo portale in travertino risalente al 1562, caratterizzato da elementi araldici e simbolici profusi nell'inquadramento dell'arco. A sovrastare l'ingresso un singolare "attico" sostenuto da colonne che ricalcano le forme di un piccolo monumento trionfale.
    L'interno conserva un pregevole crocifisso ligneo del XV secolo, ed un ciborio poggiante su colonnine di marmo. Nel 1809 viene trasformata in fortino dalle truppe napoleoniche.
    Il campanile attiguo con orologio venne invece edificato nel XIX secolo.

  • chiese

    Sant'Agostino

    Comune di Grottammare

    Provincia di Ascoli Piceno

    L'edificio, consacrato nel 1530, è un esempio di architettura sobria ed essenziale. La facciata è lineare e priva di elementi di decorazione.
    Costruita con mattoni di dimensioni irregolari e variabili tra i quali sono visibili antiche pietre incise e lapidi con delle iscrizioni frammentarie: tra queste, nell'angolo sinistro della facciata si trova un blocco di pietra squadrato con iscrizione in caratteri tardo-gotici mentre in alto, sopra il portale di ingresso, sono collocati alcuni bacili in maiolica disposti a forma di croce. L'abside, con l' esposizione verso il mare, si presenta con l'aspetto di fortificazione, utile per la difesa dalle incursioni nemiche. La sua merlatura è percorsa esternamente da due contrafforti.

  • frazioni

    Torano Nuovo

    Comune di Torano Nuovo

    Provincia di Teramo

    Adagiata sopra uno dei dolci e quieti colli tra la valle del Vibrata ed il Tronto, il piccolo centro di Torano Nuovo gode di una posizione privilegiata grazie al suo clima mite e al placido scorrere dell'esistenza, tra gli uliveti ed i vigneti che lo circondano. Infatti le terre che lo storico romano Plinio definisce "colli palmensi", famosi per la qualità delle loro vigne e per le proprietà curative dei suoi vini, dovevano corrispondere al circondario di Torano, che avrebbe dato ristoro e cura anche ad Annibale dopo la battaglia del Trasimeno. Poco si sa della storia di Torano Nuovo, del quale ci giungono solo poche notizie; poco a sud si trovava durante l'alto medioevo il villaggio di Varano, dove sorgeva il convento di San Massimo, possesso dell'abbazia benedettina cassinese di Sant'Atto, del quale faceva parte anche la chiesa di San Flaviano.

  • frazioni

    Palmiano

    Comune di Palmiano

    Provincia di Ascoli Piceno

    Adagiato sopra un piccolo rilievo a metà del cammino che il torrente Cinante fa per affluire al Fluvione, è il più piccolo comune della provincia di Ascoli Piceno. Secondo alcuni prende il nome dalla posizione rispetto alle alte colline circostanti, che lo fanno sembrare come adagiato sul palmo di una mano, la storia accademica invece riporta il toponimo di Palombiano, che nel corso dei tempi si è corrotto diventando Palmiano e probabilmente deve le sue origini all'intervento dei monaci farfensi tra il X e l'XI secolo. L'imperatore Corrado III di Svevia, nel 1150, lo cedeva al vescovo-conte di Ascoli Piceno e nel 1299 riceveva da Papa Niccolò IV la protezione degli eserciti del rettore della marca, Giangiacomo Colonna, poiché era tormentato da vari fuorilegge.

  • palazzi

    Casa Simonetti

    Comune di Montefiore dell'Aso

    Provincia di Ascoli Piceno

    Buon esempio di edilizia cinquecentesca nell'abitato di Montefiore dell'Aso. Costruita a ridosso di un incrocio tra due vie che da Porta Dritta si diramano per raggiungere la piazzetta della chiesa di San Francesco, Via Mazzini quella più in basso mentre l'altra è chiamata Via Ghibellina. Qui sorgevano alcuni dei palazzi della ricca borghesia che si andava formando durante il rinascimento, davanti infatti si allunga la mole di Palazzo De Sgrilli - Montani ed a poca distanza anche le case dei notai Rossi adiacenti alla chiesetta dei Santi Vitale e Giovanni. Eretta interamente in cotto con le finestre ed il portale della facciata in pietra arenaria ben scolpita, questa si eleva per due piani mentre un piano sottostrada ha il suo ingresso sul retro che si affaccia sulla più bassa via Mazzini.

  • castelli

    Fortezza Pia

    Comune di Ascoli Piceno - Città

    Provincia di Ascoli Piceno

    Principale opera difensiva dello scacchiere fortificato ascolano, sorge sulla sommità del colle Pelasgico controllando la piana ai suoi piedi, dove la città è priva delle difese naturali offerte dalle ripide rive del Tronto e del Castellano. Fin dall'alba della civiltà il colle ha ospitato l'uomo, che sfruttava i suoi pendii per difendersi e che nel corso dei secoli lì ha costruito più e più volte le opere difensive che mano a mano venivano distrutte, travolta dagli eventi che investivano il capoluogo piceno. La nascita di una primigenia fortezza si fa risalire presumibilmente intorno al III secolo a.C., durante l'alleanza picena con l'impero romano, sorta per contrastare l'invasione dei Galli. Distrutta da Strabone durante l'assedio alla città che si era ribellata nel 89 a.C.

  • frazioni

    Appignano del Tronto

    Comune di Appignano del Tronto

    Provincia di Ascoli Piceno

    Alla confluenza del Torrente Chifente con il Fosso di San Giovanni, si innalza un basso colle, spianato sulla cima, dove da secoli si adagia il centro storico di Appignano, circondato dal verde delle campagne e dai brulli pendii calanchiferi.
    Tradizionalmente si fa risalire l'insediamento all'epoca romana, fondato dalla famiglia romana Appia o Appiana, trasferitasi in questi luoghi alla fine del I° secolo a.C. Solo dopo le invasioni barbariche viene donato dal Conte longobardo Maginardo al vescovo di Ascoli. Successivamente enterà nei possedimenti farfensi, che lo munirono delle prime fortificazioni, per poi ritornare alla diocesi ascolana nel corso del XIII secolo, con il benestare del Papa ascolano Niccolò IV.
    Divenuto parte integrante dello stato ascolano sarà uno dei castelli principali sottomesso alla città.

  • frazioni

    Ancarano

    Comune di Ancarano

    Provincia di Teramo

    Innalzato sopra la media vallata del Tronto lungo il versante abruzzese della vallata, fino ad un passato non troppo lontano era il castello del Vescovo di Ascoli del quale ne era anche principe. Secondo le varie leggende che circondano il paese, esisteva un tempio nelle epoche antiche dedicato alla dea picena Ancaria che avrebbe dato più tardi il nome al paese anche se, più probabilmente, esso deriva dal nome del proprietario del fondo dove sorse il castello nell'alto medioevo. Spuntavano sopra il colle del primo incastellamento, tracce di strutture riconducibile all'epoca romana recuperate per la costruzione della chiesa di Santa Maria della Pace vecchia, della quale oggi rimane solo il campanile, che mostra alcune pietre antiche murate. Un'altra storia chiama in causa i carolingi Re Pipino e Lodovico che avrebbero distrutto il castello nel 793 poichè era stato conquistato dal longobardo duca di Benevento: Grimoaldo.

  • frazioni

    Coperso

    Comune di Ascoli Piceno - territorio

    Provincia di Ascoli Piceno

    "Dio l'ha fatto e poi l'ha perso", così amano apostrofare gli ascolani riguardo a questa frazione che sia dai documenti che dalla tradizione, pare dimenticata. Sperduta tra i boschi a pochi chilometri da Ascoli, affacciata sulle ripide pendici del fiume Castellano, prende il nome secondo alcuni dal cipresso, forse abbondante in zona, pochissime sono le notizie che se ne hanno. Inizialmente identificato come la corte farfense di Santa Maria di Coperseto poi identificata nel comune di Monteprandone, si parla della villa di "Cupresso" in alcuni documenti del 1061, quando apparteneva al vescovo di Ascoli. Data la sua vicinanza alla città, nel medioevo risulta tra i centri del comitato che questa amministrava direttamente, era territorialmente aggregata alla vicina villa cittadinata di Rosara.

  • chiese

    San Lorenzo

    Comune di Rocca Santa Maria

    Provincia di Teramo

    La chiesa del villaggio di Cesa nel comune di Rocca Santa Maria.
    Un tempo subordinata spiritualmente alla parrocchia di San Nicola di Ciarelli, si trova rialzata e domina il resto dell'abitato che si estende poco sotto la sua facciata. Raggiungibile percorrendo il sentiero che sale diretto ai suoi piedi, oppure per la via più comoda che si arrampica sul lato sinistro della chiesa, sorretta da un muretto di pietra a secco.
    Eretta nel 1801, come è scolpito sopra l'architrave dell'unico ingresso, probabilmente sostituendo un edificio precedente, già ricordato nei documenti della diocesi aprutina del 1526; oggi fa parte della parrocchia di San Michele Arcangelo di Riano.
    Recentemente è stata ristrutturata e dotata di un moderno tetto in cemento, anche l'interno è stato risistemato.

  • castelli

    Orto Abbaziale

    Comune di Campofilone

    Provincia di Fermo

    Oggi appare come un fazzoletto di prato circondato in parte dalle mura medievali, con una terrazza che si affaccia su un bel panorama che spazia tra la campagna ed il mare.
    Ma un tempo questo era il luogo dove sorgeva il primitivo insediamento campofilonese, edificato sui resti di strutture romane e fin dalle origini, legato all'abbazia benedettina di San Bartolomeo, eretta da famiglie nobili nel XI secolo e passata poi tra i territori sottoposti ai monaci cassinesi. Nei secoli successivi le varie espansioni dell'abitato per motivi di spazio, si concentreranno sul versante orientale trasformando l'area abbaziale in in una cittadella fortificata della quale l'Orto era parte integrante.

  • frazioni

    Campofilone

    Comune di Campofilone

    Provincia di Fermo

    Piccolo gioiello incastonato tra le basse colline a pochi passi dal mare, reso famoso per la sua tradizione culinaria, quella dei maccheroncini conosciuti in tutto il mondo. Uno studio toponomastico vorrebbe qui la presenza dei Liburni, popolazione di origine croata di commercianti e pirati che avrebbero fondato anche la città di Truentum, che qui avevano eretto Campus Fullonum, un insediamento di tintori di stoffe. Altre ipotesi più verosimili invece lo fanno risalire al nome germanico Follone, probabile primo feudatario del castello o dell'area dove esso sorgeva, fatto sta che la cisterna dell'abbazia è di origine romana e quindi se ne desume un primo insediamento da parte di questi. Probabilmente nei pressi, dove vi sono altri resti come le vicine cisterne, sorgeva una villa e dove oggi si trova San Bartolomeo un tempo forse c'era un tempio pagano, alcuni resti infatti sono conservati nella casa parrocchiale della chiesa.

  • strade

    Terrazza panoramica

    Comune di Roccafluvione

    Provincia di Ascoli Piceno

    Punto di ritrovo degli abitanti e uno dei luoghi di maggior impatto scenico di Meschia di Roccafluvione. Lambisce parte del perimetro della chiesa di San Biagio, pavimentata in travertino e circondata una ringhiera, in parte in ferro in parte in legno che la protegge dalla sottostante rupe, da qui il panorama si apre per gli orti ed i boschi delle valle del torrente Abbusso, affluente del Fluvione. Qualche sedia e qualche panchina offerte dalla popolazione favoriscono una piacevole sosta, i danni causati alla chiesa durante il terremoto del 2016 resero necessaria la chiusura della terrazza.

  • frazioni

    Gimigliano

    Comune di Venarotta

    Provincia di Ascoli Piceno

    Sopra le alture che circondano la città di Ascoli verso nord-ovest, la si può vedere appollaiata su un costone di arenaria, ben riconoscibile soprattutto in notturna quando è accesa la grande croce azzurra eretta ai suoi piedi.
    Il nome deriverebbe dal germoglio di miglio (che campeggia sullo stemma cittadino), oppure, come sostengono alcuni, dalla presenza della famiglia dei Miliani, a cui sarebbe appartenuto il feudo.
    Delle poche notizie che sono pervenute riguardo al suo passato, le più antiche attestano Gimigliano nella donazione del feudo da parte del longobardo Longino d'Azzone, al monastero di Farfa.
    Successivamente è certo il possesso di una chiesa di San Savino al monastero di Sant'Angelo Magno di Ascoli datato XII secolo. Nei successivi catasti del XIV secolo si conferma l'appartenenza del luogo ancora al capoluogo piceno, sotto l'amministrazione del podestà di Venarotta.

  • musica

    Abetito Galeotta

    Comune di Ascoli Piceno - territorio

    Provincia di Ascoli Piceno

    Gruppo cantautorale acustico nato nel settembre del 2007 ad Ascoli Piceno. Amanti della canzone italiana, gli Abetito Galeotta ne ripropongono l'essenza attraverso arrangiamenti originali e strumenti melodici (chitarra acustica, flauto traverso, pianoforte, basso acustico, percussioni). Il primo disco in studio “Bagaglio a mano”, esce il 25 Ottobre 2010. Interamente autoprodotto, l’album ottiene subito un ottimo consenso, sia a livello di recensioni che di vendite, portando la band a esibirsi in diverse località del centro Italia. Forti del buon riscontro ottenuto e con oltre cento concerti all’attivo, l'11 Giugno 2013 esce il secondo disco degli Abetito Galeotta, “Cambi di stagione”, prodotto dall'etichetta discografica "MUSIC FORCE" e distribuito su tutto il territorio nazionale dalla SELF Distribuzione.

  • chiese

    San Vito

    Comune di Montegallo

    Provincia di Ascoli Piceno

    Si trova nella località Monte, uno dei territori che costituiscono il comprensorio di Propezzano, ai margini settentrionali del comune di Montegallo.
    E' uno degli esempi rimasti di chiesa fortificata, si trova su di una sella ai piedi del Monte Propezzano, sul crinale che divide la vallata dell'Aso a Nord, da quella del Fluvione a Sud, rivestendo una posizione strategica per il controllo del territorio. Non sono note fasi iniziali della struttura ma si possono osservare, nelle due vallate circostanti, altri esempi di chiese fortificate. Dalle poche notizie su questi luoghi, si parla del territorio di Propezzano già a partire dal 945, quando è menzionato nei registri abbaziali dei monaci farfensi, signori di molti di questi luoghi. Dalle caratteristiche della torre, la parte più antica della chiesa probabilmente risalirebbe al XIV secolo.

  • chiese

    San Donato

    Comune di Castelli

    Provincia di Teramo

    Nonostante l'importanza universalmente riconosciuta del suo pregevole soffitto, della chiesa di San Donato si sa abbastanza poco.
    La tradizione ed anche la storia solitamente più diffusa, vuole che nel quattrocento sia stata qui edificata un'edicola dedicata alla Madonna del Rosario che già vantava un soffitto in mattoni decorati nel secolo successivo. Nel XVII secolo a seguito di un ampliamento il vecchio soffitto viene sostituito da uno nuovo, ossia quello attualmente visibile, per volontà della confraternita del Santissimo Rosario di Castelli, composta anche da diversi decoratori di maioliche che parteciparono alla realizzazione dell'opera.

  • palazzi

    Casa Simonetti

    Comune di Montefiore dell'Aso

    Provincia di Ascoli Piceno

    Buon esempio di edilizia cinquecentesca nell'abitato di Montefiore dell'Aso. Costruita a ridosso di un incrocio tra due vie che da Porta Dritta si diramano per raggiungere la piazzetta della chiesa di San Francesco, Via Mazzini quella più in basso mentre l'altra è chiamata Via Ghibellina. Qui sorgevano alcuni dei palazzi della ricca borghesia che si andava formando durante il rinascimento, davanti infatti si allunga la mole di Palazzo De Sgrilli - Montani ed a poca distanza anche le case dei notai Rossi adiacenti alla chiesetta dei Santi Vitale e Giovanni. Eretta interamente in cotto con le finestre ed il portale della facciata in pietra arenaria ben scolpita, questa si eleva per due piani mentre un piano sottostrada ha il suo ingresso sul retro che si affaccia sulla più bassa via Mazzini.

  • frazioni

    Ischia

    Comune di Ascoli Piceno - territorio

    Provincia di Ascoli Piceno

    Le poche case dell'insediamento ancora sopravvivono sulla sommità di questo solitario colle che si alza tra Porchiano e Ripaberarda, immerso nei calanchi scavati dal torrente Bretta e il Fosso della Ripa, in un contesto scenografico a dir poco unico.
    Citato nei registri farfensi nel 900, quando l'influenza territoriale dell'abbazia andava espandandosi tra Ascoli ed il Monte dell'Ascensione, lungo l'antico diverticolo della salaria che da Porta Solestà ed il ponte romano, risaliva verso Fermo.
    Un tempo più popoloso, il villaggio è stato progressivamente abbandonato dagli abitanti a causa delle continue frane, tipiche della zona calanchifera, che hanno probabilmente cancellato anche parte dell'abitato sorto sulla cima, del quale si scorgono ancora i ruderi di qualche minuto edificio.

  • frazioni

    San Bartolomeo

    Comune di Carassai

    Provincia di Ascoli Piceno

    San Bartolomeo prende il nome dalla scomparsa chiesa dedicata al santo che presumibilmente sorgeva nella zona. La contrada si colloca lungo il crinale che costeggia la sponda meridionale del fiume Aso, compresa tra i territori della Rocca di Montevarmine ed il monte Cucco. Passato in mano al vicino castello di Camporo, feudo dei Da Massa, alla fine del XIV secolo risulta che i signori fecero edificare la chiesa di San Bartolomeo, detta anche in Alliano o in Marsiliano. Giungono altre notizie del luogo sacro durante le dispute per i confini tra Carassai e Petritoli nel XV secolo, ma scomparirà con l'annessione ai vicini beni di Montevarmine, possesso dell'Ospedale della carità di Fermo. Fino allo scioglimento dell'ente, alla fine del XX secolo, il territorio sarà occupato dalle case dei coloni che coltivavano i terreni dell'Ospedale, divenuto in seguito Opera Pia Brefotrofio di Fermo.

  • chiese

    Santi Pietro e Martino

    Comune di Valle Castellana

    Provincia di Teramo

    La si vede a lato di ciò che rimane dell'abitato di Piano Maggiore, nel comune di Valle Castellana.
    Posizionata sul limitare del declivio che dal paese scende fino al fiume Salinello passando per la frazione di Macchia da Borea, ben visibile da gran parte della vallata.
    Se ne parla nel 1328 quando il Vescovo di Teramo la concede a Giovanni di Tommaso di Piano Maggiore, nel 1371 è ancora citata nei registri delle tasse della diocesi, insieme alla scomparsa chiesa di San Nicola.
    Nel 1575 risulta, sempre con la chiesa di San Nicola e quella di San Martino di Macchia da Borea, sotto la tutela di un unico rettore, viene ristrutturata nel XVIII, oggi è dipendente da San Giovanni Battista di Macchia da Sole, l'ultimo restauro risale al 2012.

  • palazzi

    Villa Peroni

    Comune di Colli del Tronto

    Provincia di Ascoli Piceno

    Villa Peroni venne costruita tra la metà del XVII e il XVIII secolo da maestranze locali.
    La struttura spicca sopratutto per le suggestive serie di bifore bianche poste sull'ultimo piano dell'edificio.

  • natura

    Montagna dei Fiori

    Comune di Valle Castellana

    Provincia di Teramo

    Fa parte del Parco Nazionale della Laga e del Gran Sasso, tra le province di Ascoli Piceno e di Teramo.
    Questo massiccio è costituito da due cime: il Monte Girella 1814 m ed il Monte Piselli 1676 m; di fronte, separata dalle profonde Gole del Salinello, vi è la Montagna di Campli, anch'essa costituita da due cime: Monte Foltrone 1718 m e Monte Monticchio 1470 m, insieme vengono definite Monti Gemelli, in quanto presentano simile struttura e morfologia. I due monti, visti dalla provincia di Teramo, sembrerebbero avere la stessa altezza ma questo è un equivoco, dovuto ad un errore di parallasse.
    Il massiccio della Montagna dei Fiori si presenta con due profili diversi: nella parte meridionale, precipita verso il fiume Salinello con una pendenza piuttosto elevata, nell'area settentrionale, termina verso il territorio ascolano con il vasto altopiano del Colle San Marco 673 m e presenta una morfologia decisamente più dolce.