NULL Montone - Habitual Tourist
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A poca distanza dal capoluogo comunale, dirigendosi verso il mare, si incontra, arroccato sopra un colle, il castello di Montone, che ancora oggi scruta l'orizzonte dall'alto delle sue torri. Il colle o monte dove sorge caratterizzerà anche il nome, che troveremo già in alcuni documenti della diocesi di Teramo a partire dall'897 come "Muntone"; sotto la sua amministrazione ricadeva il piccolo castello di Mosciano, che in seguito sarebbe cresciuto e diventato l'attuale municipio. A quei tempi i territori abruzzesi facevano parte del ducato di Spoleto, fondato dai Longobardi e successivamente caduto in mano ai Franchi fino all'arrivo dei nobili normanni nel XI secolo e dopo degli imperatori Svevi del sacro romano impero e infine degli Angioini. Nel 1390, insieme ad altri castelli del circondario, entra a far parte del patrimonio feudale dei duchi d'Atri e ne seguirà le sorti fino all'estinzione della dinastia, nel 1760, diventando patrimonio del Re di Napoli. Nel frattempo aveva vissuto insieme ai duchi le vicende legate alla guerra con lo Sforza nel XV secolo e le successive lotte tra Angioini e Aragonesi. Nel 1806, a seguito delle riforme napoleoniche, Montone diventa frazione di Mosciano, ma nel 1928 un regio decreto aggrega il territorio al comune di Giulianova; i montonesi non accolsero di buon occhio la disposizione che venne ignorata e l'anno seguente il paese tornerà sotto l'amministrazione moscianese. Rannicchiato fra le sue torri, il centro abitato di Montone spicca sopra il suo colle che lo rende ben visibile dalle zone limitrofe, dal mare ed anche dall'alto ponte autostradale del Salinello, che si innalza poco sotto l'incasato. Percorrendo la strada che porta a Montone, si è accolti da una fonte costruita ai piedi del torrione angolare delle mura, ristrutturato in epoca moderna; continuando a salire si arriva ad una grande piazza con annessa una terrazza panoramica che dà sulle campagne e le vallate a meridione del borgo. Dalla piazza si può ammirare anche l'antico torrione, simile a quello del capoluogo di Mosciano, con annessa la chiesa di Sant'Antonio; salendo per la rampa di accesso al castello si incontra la torretta dell'orologio con la sua curiosa merlatura, ultima difesa prima di entrare nella cerchia delle mura. Diversi interessanti scorci si conservano tra le piccole vie interne, le piccole casette a due piani addossate alle mura medievali ed i pochi palazzi nobiliari, che con le loro facciate elaborate arricchiscono la visita a Montone. Le due piazze scandiscono gli spazi, la prima nei pressi della chiesa di Sant'Antonio e la seconda che si apre ad occidende del paese dove fino a poco fa era collocata la torre serbatoio dell'acquedotto del Ruzzo; la recente demolizione ha ridonato al borgo parte dell'antico splendore.

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