Balzo
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Attuale capoluogo del comune sparso di Montegallo.
Più piccolo rispetto ad altre frazioni limitrofe, ha da sempre una funzione più rappresentativa che residenziale. Infatti si trova quasi al centro del territorio comunale, vi è ospitato il palazzo comunale, la chiesa parrocchiale ed alcuni palazzi della nobiltà locale. Una piccola premessa: nel corso secoli la comunità montegallese è costituita da una serie di famiglie nobili e possidenti, ripartite nelle varie frazioni. Queste solitamente venivano elette come rappresentanti dei rispettivi centri che insieme, costituiscono il governo comunale. Il borgo di Balzo prende vita a partire dal XVI secolo, quando la popolazione inizia ad abbandonare il vicino castello di Santa Maria in Gallo. Si stabiliscono nell'attuale sito in quanto più comodo rispetto al castello, costruito sopra la cima del ripido "Monte Gallo". Nel 1639 risulta che anche le strutture amministrative e le abitazioni degli ufficiali pubblici dello stato ascolano erano state erette, e poco rimaneva nell'antico castello. Durante l'inverno del 1799, il ripano Giuseppe Cellini sale alla testa della rivolta antifrancese, supportato dalle famiglie nobili della zona e collegato agli altri rivoltosi dell'area montana: Giuseppe Costantini alias Sciabolone, Giovan Battista Ciucci dal Montecalvo di Acquasanta ed il prete brigante abbruzzese Don Donato de Donatis. Qui compie varie missioni a Norcia ed a Visso per sollevare e supportare le popolazioni contro i francesi, a lui si consegna il generale disertore La Hoz, da lui sarà poi fatto arrestare e imprigionare. Sconta parte della prigionia a Montegallo per poi essere liberato alla morte del generale e con il ritorno del Papa alla guida degli Stati Pontifici viene liberato.
Durante il risorgimento la famiglia Taliani sarà una fedele sostenitrice dell'autorità pontificia anche durante la Repubblica Romana del 1848, fino a che non sopraggiungerà l'unità d'Italia.
Nel 1849 è sede della rivolta antirepubblicana guidata da Don Domenico Taliani che insieme a Giovanni Piccioni gestiranno gran parte delle truppe di partigiani pontifici.
La chiesa di San Berardino al Balzo svetta nella parte più alta del paese, ed raggiungibile attraverso una ripida scalinata da cui si può scorgere meglio l'abitato e gli ampi panorami che spaziano dai monti fino al mare.
Balzo, di forma allungata, si stende seguendo il crinale, attraversato da sole due vie dove si accalcano tutti gli edifici di interesse del luogo. Dalla piazza sottostante dove sorge la chiesa, si avvia oggi la strada principale e si scorge l'ingresso della Pineta Taliani, e proseguendo lungo la via principale si nota la facciata del seicentesco palazzetto Branconi. Poco dopo si apre la piazza principale di Balzo che si apre con una terrazza panoramica verso la catena dei Sibillini; alle spalle invece si trova il palazzo comunale e quello della famiglia Taliani, riconoscibile dalla caratteristica loggia. Completa la piazza la tozza mole dell'ottocentesca colombaia a torre, le restanti abitazioni vanno a concludere il perimetro del borgo. Il paese è stato gravemente lesionato dalle scosse di terremoto del 2016 e se ne attende un restauro.