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Nel 1809 la comunità sangiorgese decise di realizzare un complesso architettonico che fosse adibito a teatro, ma fu solo nel 1811 che il consiglio ne decretò la costruzione. Nell'aprile del 1812 venne scelto il definitivo progetto che venne assegnato all'architetto tolentinate Giuseppe Locatelli. I lavori iniziarono nel 1813, finanziati da un gruppo di cinquanta persone, corrispondenti ai palchi previsti dal progetto; costoro costituirono una società. Lo spazio fu individuato nell'area occupata dal vecchio mulino e dal forno cittadino, che vennero demoliti; i lavori si protrassero fino al novembre del 1816 e l'inaugurazione avvenne nel gennaio del 1817. I primi restauri si verificarono nel 1858, quando furono eseguite opere di decorazione e di tinteggiatura, terminate nel 1860; nello stesso periodo fu rinnovato il sipario e si decise di affidare le decorazioni all'artista di Foligno Mariano Piervittori, con la figura del Re D'Italia Vittorio Emanuele in piazza a Porto San Giorgio, nella storica visita del sovrano alla cittadina. Nel 1862, alla riapertura, il teatro fu intitolato al sovrano, denominazione che detiene ancora oggi. Risale ai primi anni del XX secolo la decorazione della suggestiva volta, dove vi sono le rappresentazioni delle Arti e delle Dodici costellazioni del cielo, opere del pittore sangiorgiese Sigismondo Nardi, artista molto noto in quei decenni in Italia. Tra il 1933 e il 1937 la struttura subì altri lavori, fu adibita a sala cinematografica e dopo il progressivo abbandono fu chiuso e dichiarato inagibile, nel 1946. Dopo decenni le autorità locali decisero di restaurarlo (1977) e fu completato solo nel 1992. Il Teatro Vittorio Emanuele II ancora oggi è meta ambita dalle compagnie teatrali del centro italia; è composto da una facciata in laterizio dove troviamo una lastra di travertino, su di essa vi sono due mascheroni con le raffigurazione della tragedia e della commedia, dove campeggia la citazione "Castigat ridendo mores", attestazione latina di Jean de Santeul, che tradotta significa "La satira fustiga i costumi deridendoli". Il Teatro presenta la singolare caratteristica di avere il foyer al terzo piano, presso l'ultimo ordini dei palchi, dove vi è una piccola ma elegante sala ottocentesca con poltroncine e divani. Il foyer è stato intitolato nel 2008 al cavaliere medioevale Antoine de la Sale, che nel 1420, secondo la leggenda, si recò sui monti Sibillini alla ricerca della Sibilla.

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