Il territorio comunale di Ancarano, in provincia di Teramo (Abruzzo), si estende su una collina che domina la valle del Tronto, al confine con le Marche. Il borgo conserva l'assetto di castello medievale, con la cinta muraria e le tre porte storiche — Porta da Mare, Porta da Monte e Porta Nuova — ancora leggibili nel tessuto urbano. Il toponimo ha due spiegazioni leggendarie: il ritrovamento di un'ancora sepolta fuori le mura (da cui lo stemma civico) e il legame con Ancaria, divinità pagana venerata dagli antichi Ascolani. Ancarano fu a lungo una delle residenze del vescovo di Ascoli Piceno; il Palazzo dei Vescovi conserva memoria di questo secolare legame con la diocesi picena. Il patrimonio storico-culturale è diffuso tra il borgo e le campagne. Nel centro storico si affacciano il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Vescovi e la chiesa di Santa Maria della Pace, che custodisce una statua lignea dorata della Madonna della Pace del 1490. Le vie conservano portali in pietra con maioliche dipinte e fregi nella chiave di volta. L'economia tradizionale ruota attorno all'agricoltura — grano, olivo e vite — e alla ceramica, con la Sagra del coniglio e dei rigatoni all'Ancaranese come appuntamento identitario. Cosa vedere ad Ancarano: un borgo di confine da esplorare tra mura, portali istoriati e panorami sulla valle del Tronto.