Posizionata nella parte più alta della cittadina di Castelbasso, la chiesa dei santi Apostoli Pietro e Andrea, venne edificata intorno al 1338 in stile romanico.
Sulla facciata, stretta tra le abitazioni, spicca il suggestivo portale in pietra ad arco a tutto sesto sopra cui vi è stato murato un altorilievo in arte rustica con la figura di una Madonna in Trono con il Bambino, datato XIV secolo.
Molto particolari sono le incisioni in lingua latina sull'archivolto del portale, frasi come ""KISU-MILIA-SISEB-SALTA"" (chi si umilia si esalta), tratte dal Vangelo di Luca e Matteo, o ""Q.ISESPEC. HIATADUPECCA"" (chi si specchia in se pecca), ""CONUS-CITE"" (Conoscete), e ""COTE XIAD EVOC CAMUL TUVALE POCU CUSTA"" (cortesia di bocca molto vale poco costa).
Presente nella parte posteriore del tetto, un campanile a vela che osptita una campana. L'interno, le cui volte furono completamente restaurate nel 1656, è a tre navate che sono divise da archi a tutto sesto sostenuti da colonne di forma rotonda. Molte opere vi sono conservate, come una un fonte battesimale in pietra con piedistallo in marmo con la data 1589 o degli affreschi della seconda parte del Cinquecento raffiguranti un ""Battesimo del Cristo"". Vi sono anche delle tele databili tra il XVII e il XVIII secolo, posizionate come pale d'altare.
La cantoria, posta al di sopra dell'ingresso, ospita un organo datato 1760 di Adriano Feltri (1719-1797).
Sulla facciata, stretta tra le abitazioni, spicca il suggestivo portale in pietra ad arco a tutto sesto sopra cui vi è stato murato un altorilievo in arte rustica con la figura di una Madonna in Trono con il Bambino, datato XIV secolo.
Molto particolari sono le incisioni in lingua latina sull'archivolto del portale, frasi come ""KISU-MILIA-SISEB-SALTA"" (chi si umilia si esalta), tratte dal Vangelo di Luca e Matteo, o ""Q.ISESPEC. HIATADUPECCA"" (chi si specchia in se pecca), ""CONUS-CITE"" (Conoscete), e ""COTE XIAD EVOC CAMUL TUVALE POCU CUSTA"" (cortesia di bocca molto vale poco costa).
Presente nella parte posteriore del tetto, un campanile a vela che osptita una campana. L'interno, le cui volte furono completamente restaurate nel 1656, è a tre navate che sono divise da archi a tutto sesto sostenuti da colonne di forma rotonda. Molte opere vi sono conservate, come una un fonte battesimale in pietra con piedistallo in marmo con la data 1589 o degli affreschi della seconda parte del Cinquecento raffiguranti un ""Battesimo del Cristo"". Vi sono anche delle tele databili tra il XVII e il XVIII secolo, posizionate come pale d'altare.
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Bibliografia e fonti
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