San Martino
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Storica chiesa nella frazione di Settecerri di Valle Castellana.
Si trova nella parte alta del paese, addossata ad un gradino roccioso e sulla sinistra, ad un'abitazione che ospita la sagrestia e probabilmente la canonica. Non si trovano molte notizie, sia sulla sua origine che su altre vicende della sua storia. Forse di origine tardo medievale, da sempre è parte della diocesi di Ascoli Piceno. Tra le poche vicende storiche rintracciate, si sa che viene risparmiata dalla violenta repressione contro i banditi del 1668, comandata da Giuseppe Zunica e che devasta in parte il paese, colpevole di ospitare briganti. Segnalata durante la visita pastorale del vescovo d'Aragona nel 1580, dove si legge che il territorio parrocchiale, si estende anche alla vicina frazione di Lepora. Viene devastata dai soldati piemontesi del generale Pinelli, insieme a molte altre chiese della montagna, per aver capeggiato le rivolte antiunitarie tra il 1860 e l'anno successivo. Noto è un restauro avvenuto negli anni '50 del XX secolo, la parrocchia cessa la sua esistenza nel 1986, quando viene aggregata a quella di Santa Maria Annunziata di Valle Castellana, oggi è invece segnalata come dipendente dalla parrocchia di San Vito. Ancora risistemata in tempi moderni, è ancora attiva e vi si svolgono saltuariamente anche celebrazioni, soprattutto durante la festa del paese.
Di semplice fattura e realizzata interamente in pietra arenaria reperibile in loco, ha una pianta rettangolare e come già accennato, è costruita a ridosso di un gradone roccioso. La navata quindi si trova a livello della terrazza, più alta rispetto al piano stradale del sottostante abitato, con il quale è stata messa in comunicazione attraverso una scalinata. Il basamento mostra una scarpatura e probabilmente, conteneva le fosse sepolcrali; in alto la facciata non presenta decorazioni, il portale al centro sembra realizzato di recente. Forse ne sostituisce uno precedente e vanta un portone in ferro, con una croce saldata al centro, insieme alla scalinata, potrebbe essere stato aperto in tempi non troppo lontani, per questioni di comodità. Due monofore poste in alto ed ai lati dell'accesso, mostrano una cornice in pietra contemporanea al portale. Ben visibile è il piccolo campanile a vela che si alza sopra il tetto, ospita ancora una piccola campana, in basso sotto la copertura, si notano due grandi pietre evidentemente appartenute al campanile, che segnalano interventi di rialzamento della navata. Gli stessi espedienti architettonici li ritroviamo nella facciata posteriore, stesso ingresso e tipologia di finestre, che si aprono su un piccolo cortile costruito sopra la roccia, collegato alla casa sul lato ed oggi non più raggiungibile. Non è stato possibile visitare l'interno, si segnala la presenza di un dipinto del XVIII secolo sull'altare principale, raffigurante San Martino e la Madonna delle Grazie.

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