Uno dei maggiori edifici del centro abitato, si trova poco fuori la cinta muraria del castello medievale. Nonostante la sua rilevanza, poche sono le notizie sulla sua storia. Si vuole la sua costruzione tra XVI e XVII secolo, in origine è residenza della famiglia Ippoliti. Nel 1804 vi nasce il patriota Aurelio Saliceti, da Giuseppina Ippoliti e da Giuseppe, originario di
Il palazzo è costituito da un corpo rettangolare di grandi dimensioni, con il lato lungo parallelo alla cinta muraria del paese. Nella parte meridionale c'è un'abbozzo di ala laterale, costituita da alcune strutture più basse, che sporgono leggermente dalla facciata posteriore. Costruito in mattoni e materiale pietroso reperito in zona, osservando bene si notano alcune parti che sembrano incompiute o demolite, soprattutto sui lati. Sul retro si scorgono i resti di un giardino alberato, in parte riutilizzato nella parte alta, come parco giochi pubblico. L'ala centrale del palazzo si eleva su quattro livelli: il seminterrato coi locali di servizio, i primi due piani destinati alla residenza dei proprietari, infine un'ampio sottotetto. Archittettonicamente più rilevante rispetto alle altre ali, ha la facciata principale scandita da cornici marcapiano lavorate ed un tempo, sarebbe dovuta essere intonaca e pitturata. Il seminterrato mostra una serie di finestre, incorniciate in mattoni con strombatura, che vanno riducendosi man a mano che si alza il dislivello della strada, fino a raggiungere il primo piano. Qui le finestre sono più elaborate, sono raccordate da una fascia verticale che corre all'altezza della mensola, altre fasce verticali partono dall'architrave superiore, scendendo fino al marcapiano. Ancora più vistose sono le aperture del primo piano, che vantano sopra l'architrave, un'altra piccola cornice lavorata. Un'ultima fascia segna il profilo di una sporgente fascia dentellata in mattoni, lasciando intendere dal basso l'inizio della linea del tetto. Se invece ci si allontana, si scorge un altro piano: l'ampio sottotetto, con piccole finestre di semplice fattura. Sempre sulla facciata, si anche notano due finestre murate nella parte alta, mentre sulla parte destra si nota un'interruzione. Infatti nei pressi della lapide che commemora Aurelio Saliceti, si riscontra la presenza di un semipilastro sporgente, con vistose dentellature nella parte superiore, forse raccordo ad una parte mai realizzata. Simile a quella anteriore è la facciata posteriore, meno visibile poiché coperta dalla vegetazione del parco ed in parte, dall'ala meridionale. Dopo l'osservazione delle facciate, si nota la mancanza di un ingresso monumentale, degno del palazzo. Una porta per il seminterrato è stata ricavata da una finestra della facciata, altro ingresso poco più curato si trova nell'intersezione col basso edificio a Sud. Questa parte sembra più antica rispetto al resto, ha delle finestre più piccole ma lavorate, un andamento irregolare e si eleva di massimo tre piani, è anche di altezza minore rispetto alla parte centrale. Vi si aprono due ingressi sul fronte, sul lato destro invece, è affiancato da una scala che sale fino alla facciata posteriore ed al parco del palazzo. La struttura dell'ala settentrionale è più piccola, si avvale di un portico che la mette in comunicazione con una terrazza erbosa, protetta da un basso muretto. Purtroppo non è stato possibile visitare gli interni, è nota la presenza di volte a crociera nel pianterreno, nella sala allestita a teatro ed un tempo, sede delle stalle. Sopravvivono alcuni saloni decorati nel piano nobile, con raffigurazioni allegoriche ed ispirate alla mitologia classica e con pavimentazioni originali.