Il territorio comunale di Nereto, in provincia di Teramo, si adagia a 163 metri d'altitudine nel cuore della Val Vibrata. Tra i comuni meno estesi del comprensorio, raccoglie il centro storico e fertili località rurali come San Martino, Certosa e Capo di Valle. Incastonato su testimonianze neolitiche e sul Vicus Gallianus di epoca romana, si sviluppò nel Medioevo come Castrum Nereti. A lungo conteso e amministrato dal vescovo-conte di Ascoli Piceno, mantenne per secoli uno stretto legame storico e culturale con la vicina terra marchigiana prima di passare al Regno di Napoli. Il patrimonio vanta la Chiesa di San Martino (XII sec.), eretta sui ruderi romani, e la Chiesa Madre con le opere di Giuseppe Toscani legate alla venerata Madonna della Consolazione. Singolare è la Chiesa della Madonna del Suffragio (1676), caratterizzata da due facciate. L'economia unisce l'agricoltura specializzata della Val Vibrata a un vivace tessuto artigianale e commerciale. La gastronomia rappresenta un forte marchio identitario: il borgo è famoso per il Tacchino e la Capra alla Neretese, celebrati in estate e alla Fiera di San Martino con vino novello e castagne. Cosa vedere a Nereto: la pieve millenaria di San Martino, l'originale chiesa a due facciate, l'anfiteatro urbano e i rinomati sapori della cucina vibratiana.
Madonna del Suffragio






