Il territorio comunale di Carassai (Ascoli Piceno) si estende su un crinale collinare a 365 metri di altitudine, tra le valli dell'Aso e del Menocchia, affacciato tra il mare Adriatico e i Monti Sibillini. Le origini risalgono al Neolitico, con successivi insediamenti piceni e romani. Denominato Asignano nell'XI secolo, tra Due e Trecento assunse il nome Carnassalis, da cui Carassai. Nel 1321 il castello fu venduto a Fermo, seguendone le sorti, mentre nel Quattrocento fu per un decennio signoria del capitano di ventura Boffo da Massa. Il centro storico si articola in due nuclei: il Castello Vecchio, di origine feudale, con la Chiesa di San Lorenzo e il suo campanile rinascimentale; e il Castello Nuovo, trecentesco, con mura, camminamenti militari coperti e la Collegiata di Santa Maria del Buon Gesù, custodente una Crocifissione di Andrea Boscoli. In piazza Matteotti sorgono il Palazzo Comunale e l'Oratorio di Santa Monica, oggi pinacoteca. Nel territorio spiccano la Rocca di Monte Varmine, castello di probabile origine longobarda con torre di 35 metri, e l'abbazia romanica di Sant'Angelo in Piano (1055). Il borgo ospita l'Antiquarium Comunale ed è celebre per la salsiccia carassanese, celebrata ad agosto con una sagra. Cosa vedere a Carassai: un borgo collinare del Piceno con un doppio castello, una rocca longobarda e una vista che abbraccia mare e monti.
Palazzo ottocentesco Carassai
