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Direttore di pregevoli opere architettoniche nella Roma barocca del '600, Fra Giorgio Marziale visse al fianco di geni dell'architettura come il Bernini e il Borromini. Nato a Ponzano nei primi anni del 1600, presumibilmente da adolescente entrò in contatto e si formò nel campo dell'architettura al seguito di mastri muratori lombardi che, come alcune notizie documentano, dalla meta' del '500 erano presenti in paese poiché chiamati ad eseguire lavori di ristrutturazione della chiesa di S. Marco. Divenuto frate francescano dei Minori Osservanti della provincia romana, prese il nome di fra' Giorgio, in onore del santo patrono di Ponzano in quell'epoca e quindi in osservanza delle proprie radici. Nel 1650 gli vennero affidati dei lavori nelle chiese e conventi di Bolsena, Tarquinia e Tuscania. Il 7 aprile del 1655 salì al soglio di pontificio il Card. Fabio Chigi che assunse il nome di Alessandro VII e per Roma iniziò una nuova era di splendore architettonico, affidando al genio di Gian Lorenzo Bernini le più importanti realizzazioni architettoniche della città eterna. Nel frattempo fra Giorgio fu nominato Sovrintendente del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, già elevato a sede di villeggiatura dei papi da Urbano VIII. Tra le altre, al Bernini venne affidata la progettazione e la costruzione della chiesa di S. Tommaso de Villanova, che è a fianco del Palazzo Apostolico. L'architetto che dirige i lavori è fra Giorgio Marziale, attorniato da i più eminenti artisti di quei decenni: oltre al Bernini c'era anche Antonio Raggi, che si occupò della realizzazione degli stucchi, quindi Giacinto Gimignani, Guglielmo Cortese e Pietro da Cortona. Sempre nel 1662 al Marziale venne affidata la soprintendenza di due costruzioni ideate dal Bernini nel territorio di Ariccia (feudo della famiglia del Papa): S. Maria di Galloro e S. Maria Assunta. Tra i suoi incarichi prestigiosi si conta anche la nomina di Definitore Perpetuo nelle diocesi di Castel Gandolfo e di Albano, nel 1663. Il 22 maggio del 1667 muore Alessandro VII e al frate architetto venne a mancare la principale figura di riferimento per quel che concerneva la sua attività di architetto, ormai più che decennale. Spostatosi a Rocca di Papa, nella provincia romana, scriverà poi in terza persona un memoriale sul convento della cittadina. Tornato a Roma nel 1672, si ritirerà nel convento dell' Ara Coeli dove si spegnerà il 26 settembre.

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