NULL Ponzano di Fermo - Habitual Tourist
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Spunta tra le colline finemente coltivate che contraddistinguono la campagna a sud-ovest di Fermo. Piccolo castello il cui nome è piuttosto comune, il toponimo "Ponzano" è infatti utilizzato da altri otto municipi in Italia e identifica in un eventuale Ponzio il padrone del terreno dove va a sorgere il paese. Come molti paesi del piceno nasce durante il lungo processo di rinnovamento territoriale apportato dai monaci farfensi che a partire dal VII-VIII secolo andavano espandendosi nel fermano, ma per le prime notizie scritte bisogna attendere il secolo XI. Infatti nella cancelleria del vescovo di Fermo ove si registrano le donazioni di varie proprietà, ce ne sono alcune effettuate da Longino di Adalberto nel 1059, tra le caratteristiche dei beni si legge che alcuni di questi confinavano con l'abitato di Ponzano. Ma, tornando ai farfensi, bisogna ricordare che non molto lontano dal paese sorge la chiesa di San Marco, dove all'epoca era presente già da lungo tempo, per mano dei monaci, la corte di Santa Maria Mater Domini che furono tra i beni che saranno venduti durante la cattiva gestione dell'Abate Ildebrando nel X secolo. Quindi i territori ponzanesi erano andati in mano a privati e qualche tempo dopo erano entrati in posseso del Vescovo di Fermo che stava arricchendo il suo patrimonio a spese dei farfensi. Ponzano entra già da subito a orbitare intorno alla città e ad essa rimarrà quasi sempre legata, nel 1214 viene riconfermata al comitato fermano durante il governo della marca da parte di Aldobrandino d'Este, nel 1229 partecipa alla cacciata di Rainaldo da Spoleto, legato dell'imperatore Federico Barbarossa. Un secolo dopo iniziano le signorie nella città dato che il trasferimento del papato in Francia aveva dato libero sfogo alla sete di potere delle nobiltà locali che si alterneranno al governo, a partire da Mercenario da Monteverde nel 1331. Segue Gentile da Mogliano che viene fermato dall'arrivo del Cardinale Albornoz nel 1355 volto a riportare l'ordine nei domini pontifici; nelle costituzioni da lui redatte si legge che Ponzano era ancora tra i castelli sottomessi a Fermo. Svanito l'effetto pacificatore del cardinale e del governatore Giovanni Visconti d'Oleggio, lasciato a controllare la città fino al 1366 e riformato il governo nel 1375, si compie l'ascesa di Rinaldo da Monteverde e quella seguente di Antonio Aceti. Col XV secolo si assiste invece alla salita al potere di Ludovico Migliorati entrato in contrasto con il Malatesta da Rimini che con le sue truppe cercava di indebolire la signoria fermana occupando i suoi castelli. Quando le truppe malatestiane nel 1415 arrivarono nella zona, Ponzano si arrese per evitare violenze mentre la vicina Torchiaro venne assediata e saccheggiata, i cittadini comunque tentarono l'anno successivo di ritornare sotto il governo di Fermo non riuscendovi. Cosa che in ogni caso accadrà qualche mese più tardi quando i Malatesta si ritirarono dalla zona ed il castello tornerà in mano al Migliorati, che lascerà il governo nel 1428. Cruento fu anche il passaggio dei soldati di Francesco Sforza che si insediarono nella marca fermana commettendo numerose rapine e saccheggi ai danni della popolazione che alla fine, esausta dalle angherie, scacciò il despota con furore dalla città nel 1445. Durante le devastazioni sforzesche sarà distrutto il vicino castello di Santa Maria Mater Domini e la popolazione sfollata decise di confluire nella popolazione di Ponzano. Quattro anni dopo si legge nelle cancellerie fermane di varie riforme effettuate nel castello ponzanese, tra le testimonianze vale la pena ricordare le liti che erano scoppiate contro Grottazzolina e Montegiberto per questioni territoriali. Arriva il XVI secolo denso di avvenimenti per il castello: a Fermo nel 1502 si insediò Oliverotto della famiglia degli Euffreducci ma restò poco al potere, nel 1509 si registra invece una rettifica dei confini verso Torchiaro. Ludovico Euffreducci, nipote di Oliverotto, nel 1514 arriva anche lui a fregiarsi del titolo di signore ma viene cacciato sei anni dopo, ultima signoria fu quella della famiglia Farnese voluta da Papa Paolo III che per un decennio destabilizzò il fermano tra il 1537 ed il 1547. Sotto i Farnese vennero stabiliti i confini tra il paese e Grottazzolina che avevano creato diatribe in passato, era anche divenuto indipendente da Fermo per la nomina delle magistrature e venne istituita la fiera che si svolgeva presso la chiesa di San Marco. Passata la parentesi farnesiana ritornerà il dominio fermano in maniera piuttosto prepotente per Ponzano che subiva diverse ingiustizie da parte della città, nel frattempo si erano riaperte alcuni diverbi per sconfinamenti di pascolo con i castelli vicini. Quando la sopportazione dei castellani raggiunse il culmine una delegazione guidata da Scipione Leopardi partì dal paese alla volta di Roma dove, ricevuta da Papa Pio V, richiese e ottenne nel 1569 l'indipendenza, divenuta poi effettiva l'anno seguente. Ciò prevedeva la sottomissione diretta alla Santa Sede con il grado di "Terra", l'elezione del proprio podestà e l'utilizzo delle tasse riscosse, viene anche estesa a 10 giorni la fiera di San Marco. Tornerà sotto Fermo nel 1575 nonostante in precedenza i fermani avessero fatto invano ricorso alla Camera Apostolica, per l'occasione Ponzano aveva provveduto alla bonifica delle paludi del Fosso Cosollo.
Ci si avvia verso il XVII ed il XVIII secolo in un clima di stabilità politica nel fermano che favorisce lo sviluppo dell'abitato fin quando si affacciano gli sconvolgimenti portati dalla rivoluzione francese. Ponzano da sempre vicina alla città passa nel 1799, durante la Repubblica Romana, sotto il nuovo Dipartimento del Tronto, nel distretto di Fermo e nel cantone di Petritoli, cosa che rimase invariata sotto il napoleonico Regno d'Italia. La cacciata dei francesi darà il via alla restaurazione, nel 1815 ritornano le vecchie istituzioni ma nel 1827 Leone XII mischia le carte creando la Delegazione Apostolica di Fermo, facendo passare il paese sotto la Podesteria di Petritoli nel Governatorato di Monterubbiano. Nell'occasione sarà soppresso il comune di Torchiaro che d'ora in poi diventerà frazione di Ponzano, nel 1861 viene unita l'Italia e nel 1862 viene aggiunto "di Fermo" al nome per non confonderlo con le altre località omonime del nuovo regno italiano.
Spopolatosi nel corso del XX secolo in contrasto con l'espansione della frazione Capparuccia, posizionata lungo la valle del Tenna e quindi meglio collegata ai grandi flussi di traffico, nel 2004 sarà ovviamente parte della nuova provincia fermana.
Il piccolo centro storico si alza sopra la boscosa e ripida vallata del fosso Cocollo che gli scorre a meridione mentre dal versante opposto del colle dove sorge il paese fluisce piuttosto distante quella del fiume Ete. L'incasato prende origine dalla parte più elevata dell'altura dove si trovano ancora le medievali strutture castellane, mentre lungo la parte pianeggiante del crinale si trovano i borghi che nei secoli gli sono nati attorno. Raggiunto il centro storico si deve assolutamente entrarvi passando per la scenografica porta castellana, affiancata dall'antico palazzo comunale, questi monumenti si raggiungono salendo una ripida rampa che inizia presso il sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria. Sempre lungo la salita si può vedere il sottostante Parco delle Rimembranze e poco prima dell'ingresso si trova una panoramica terrazza. La porta castellana sbarra il passaggio con la sua mole caratterizzata dall'orologio, dalla campana sulla sommità e dal grande arco gotico.
Entrando nel paese si è accolti dall'ambiente coperto della porta castellana e si è costretti a girare a destra continuando a salire fino alla terrazza dove il bel loggiato dell'ex palazzo comunale offre un'ottima vista della frazione di Torchiaro. Continuando sulla tortuosa salita si esce dalla porta e avanzando oltre l'ultimo passaggio coperto si è al centro del paese percorso per intero da Via Castello dalla quale dipartono solo piccole stradine laterali. Via Castello mano a mano si va allargando ed esce dal paese congiungendosi con la circonvallazione che costeggia le rimanenze delle mura medievali.

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