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Posta sopra un suggestivo colle, lungo il crinale a Nord del fiume Aso e non troppo distante dal Lago di Gerosa.
Se ne parla nel 1020 secolo nei registri farfensi, fa parte di una serie di possessi dell'abbazia usurpati da Iohannes Buffetta, facenti parte della corte di "Monacesca in Manilla".
Santa Maria in Manilla era l'antico nome della chiesa mentre, nel territorio di Santa Lucia di Montefortino, compare ancora oggi la contrada Monacisco; nei secoli viene menzionata anche con altri nomi: Mandarella, Mannarella o anche Vannarella, il nome oggi rimane anche nella contrada.
Nel 1290 è tra le chiese che pagano le tasse alla diocesi di Fermo, dal 1756 risulta dipendente dalla parrocchia di Santa Lucia di Consilvano.
L'edifico che si vede oggi si fa risalire al XIV-XV secolo, probabilmente ricostruito sulla chiesa più antica, ridotta a rudere viene ricostruita nel 1950 e divenuta nuovamente instabile, viene riconsolidata dopo il terremoto del 1997.
La troviamo lungo la strada che fiancheggia la valdaso che passa anche per i centri di Serra e Collina, proseguendo poi per il villaggio scomparso di Cornacchioni e diramandosi poi per Santa Lucia o fino a Montemonaco.
Collocata sulla cima di un piccolo colle boscoso, affiancata a meridione da un'ampia ed attrezzata area pic-nic, si anima ad agosto, in occasione della festa organizzata dagli alpini della Sezione di Comunanza.
Pesantemente rimaneggiata non lascia trasparire le sue antiche origini, realizzata con conci di travertino ed arenaria ha una pianta rettangolare con due ingressi, uno al centro, incorniciato da mattoni che compongono anche l'architrave a sesto ribassato, sotto il piccolo campanile a vela in laterizio con una sola campana. L'altro accesso è meno rifinito con un'architrave realizzato da due conci di travertino che si raccordano con una pietra scolpita a cuneo, più in la si apre una piccola finestra chiusa da un'inferriata.
L'interno è piuttosto spoglio, le pareti sono intonacate ed il soffitto è a capriate lignee, il pavimento invece mostra delle mattonelle in cotto, l'unico altare si trova leggermente rialzato rispetto alla navata, sulla parete di fondo si trova una nicchia con un tabernacolo sormontato dalla statua della Madonna.
Difficile trovarla aperta ma il panorama e la bellezza del luogo ripagano ogni visita ed ogni scampagnata.

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