NULL Trisungo - Habitual Tourist
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Prima di incunearsi nelle strette gole che precedono la città di Ascoli Piceno, percorse dalla strada Salaria, il fiume Tronto attraversa l'abitato di Trisungo.
L'insediamento, nato attorno un guado del fiume dove si rispecchia ancora la rocca di Arquata, è una suggestiva località posta all'incrocio di alcune strade importanti che partivano dalla Salaria, e molto probabilmente il toponimo deriva proprio da una mutazione del termine latino "Tres-jungo" (congiunzione di tre strade).
Nel 1836 diventa uno dei caposaldi del picchetto sanitario indetto dagli Stati Pontifici per arginare l'epidemia di colera che stava tempestando il regno di Napoli.
È diviso in contrade: Ponte, Vicinato e Trisungo; la prima, in corrispondenza appunto dell'unico ponte che congiunge le due metà del paese, è il nucleo più antico dell'insediamento, e presenta case con colombaia e i resti dell'antica osteria leggibili dalle insegne sbiadite. Qui parte la strada per Spelonga e lungo il fiume, scendendo a valle, si articola buona parte dell'insediamento con le tipiche case a schiera ornate di antichi architravi ed sopravvivono ancora le tipiche balconate in legno che si sporgono dalle strette facciate.
Proseguendo a valle si arriva al bel palazzo che incorpora il miliario romano di Trisungo ed il lavatoio coperto, da qui gli edifici lasciano spazio agli orti e questi ai pochi campi strappati alla montagna e dunque ai numerosi boschi.
La contrada costruita sulla sponda settentrionale del Tronto, lungo l'attuale percorso della Salaria, manifesta edifici più raffinati negli ornamenti, che dal ponte si addossano fino alla chiesa della Madonna delle Grazie, l'unica presente nell'incasato.
A ridosso della trafficata strada romana invece le varie attività commerciali, ora come da milleni, offrono ristoro e conforto ai numerosi viandanti che attraversano questo stupendo e ancestrale itinerario, che collega le due sponde dello Stivale.

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