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Andrea Pazienza fu uno dei più geniali e controversi fumettisti italiani. Nasce a San Benedetto del Tronto nel maggio del 1956, dove la sua famiglia risiedeva in quegli anni. Cresce a San Severo, in provincia di Foggia, città natale del padre Enrico; a dodici anni si trasferisce a Pescara, qui studia al Liceo Artistico e conosce Tanino Liberatore, che diventerà un altro grande illustratore; torna molto spesso in Puglia, dove mantiene le amicizie e inizia già a lavorare nel campo artistico: realizza ad esempio delle scenografie per spettacoli nel Teatro cittadino. Giovanissimo, già mostra la sua creatività con dei fumetti rimasti inediti; dopo il diploma conseguito a Pescara, Pazienza, nel 1974, si iscrive al "Dams" di Bologna, che lascia a soli due esami dalla laurea: sono gli anni della contestazione ed Andrea è parte integrante di quel clima; da questi avvenimenti prenderà spunto per la sua prima opera, il fumetto "Le straordinarie avventure di Pentothal", pubblicato nel 1977. A Bologna incontrerà diversi artisti, musicisti, critici d'arte e personaggi che gravitavano in numerosi ambienti culturali. Con Filippo Scozzari entra nel gruppo di lavoro che realizzerà la rivista underground di taglio politico-satirico "Il Cannibale", tra il 1979 e il 1981 collabora con il settimanale "Il Male", una delle più importanti riviste satiriche italiane, nel 1980 fonda insieme ai suoi amici Scozzari, Tamburrini, Liberatore e Sparagna il mensile" Frigidarie", sulle cui pagine farà per la prima volta la comparsa il personaggio di Zanardi, una delle figure più rappresentative e controverse delle generazioni italiane a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, anni prolifici e straordinari per l'intensità di storie raccontate sulle pagine di numerose riviste sia settimanali che mensili; come non citare i personaggi nati dalla penna di Pazienza: Francesco Stella, L'investigatore senza nome e Pertini. Verranno realizzate anche copertine di dischi, calendari alcuni poster e spot grafici; Andrea si dedicherà anche all'insegnamento, collaborerà con Dario Fo e suo figlio Davide nella Libera Università di Alcatraz, nel 1983 partecipa a Bologna alla Scuola di fumetto con i maggiori disegnatori italiani di quei decenni, come Magnus e Lorenzo Mattiotti; i corsi termineranno nel giugno del 1984 formando molti giovani artisti del disegno e arte grafica. Pazienza è instancabile: firma manifesti cinematografici per Federico Fellini per "La Città delle Donne" nel 1980, gira anche videoclip per Alberto Fortis e per una trasmissione televisiva innovativa di ambito musicale per la Rai, intitolata Mister Fantasy; la sua opera è richiesta per copertine di dischi di musicisti affermati come Roberto Vecchioni e Enzo Avitabile, realizzerà anche campagne pubblicitarie e scenografie per molti teatri. La sua notorietà lo porterà anche ad allestire importanti mostre a Milano, Roma, Genova e Bologna. Divenuto per molti disegnatori un autentico punto di riferimento, nella seconda parte degli anni Ottanta collaborerà con le più prestigiose riviste, come ad esempio Linus, mentre il giornale "L'Unità" lo chiama per il supplemento "Tango"; è presente anche in altre testate, come "Zut", diretta da Vincino, e "Comic Art". Nel campo cinematografico Andrea è molto richiesto: collabora alla sceneggiatura del "Piccolo Diavolo" di Roberto Benigni, che gli dedicherà l'intero film uscito postumo; nel 1985 si trasferisce a Montepulciano con la moglie Marina Comandini e in Toscana ritrova la serenità che aveva perso nella sua straordinaria ma frenetica carriera artistica. Ma nel giugno del 1988 il suo estro si spegne prematuramente. Ci lascia innumerevoli opere che hanno influenzato diverse generazioni di disegnatori e grafici, nel 2002 infine esce nelle sale cinematografiche una pellicola intitolata Paz, diretta da Renato Di Maria, che vede protagonisti alcuni personaggi più importanti disegnati da Andrea Pazienza.

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