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Nonostante l'incuria, qualcosa rimane delle mura che un tempo difendevano Ripattoni.
La prima edificazione risale all'origine del castello, sicuramente la parte più antica è quella posta più in alto, secondo alcuni scritti, le abitazioni che si affacciano sulla via tra il Torrione e la piazzetta Belvedere, sono parte delle mura dell'antico castello o forse della rocca.
Nel corso del medioevo fino al quattro-cinquecento, la cinta si andrà espandendo, assecondando le esigenze della crescente comunità, probabilmente in tre fasi, a partire dalla primitiva fortificazione della parte alta del colle, si è scesi con le espansioni mano a mano verso valle.
Forse le tre espansioni sono riconoscibili attraverso le tre strade che tagliano l'abitato nelle linee di minima pendenza, poste a differente altezza e più alte rispetto alle stradine perpendicolari che corrono dall'alto dell'incasato, fino alla parte bassa.
L'ultima espansione che oggi chiude il paese a meridione, dovrebbe essere avvenuta durante il XV-XVI secolo, durante la dominazione acquavivana, poichè presenta varie similitudini con altre opere simili edificate nei castelli limitrofi.
Nel 1438 le mura vengono prese d'assalto dagli eserciti di Francesco Sforza che battendo Giosia Acquaviva, imperversa nell'Abruzzo settentrionale, poco più tardi vedrà invece le truppe di Matteo di Capua che dava la caccia a Giosia, dopo che si era ribellato al re aragonese.
Alla fine del XVI secolo viene citata come ancora indenne, nell'opera dello storico teramano Muzio Muzii, nei secoli successivi sarà abbandonata e quindi riutilizzata come cava di materiali o per erigervi altre abitazioni.
Si inizia immancabilmente la visita al paese ed alla cinta dal grande torrione, purtroppo le fortificazioni a lui connesse sono andate perdute, nella parte alta la torre sfruttava il dislivello a nord per implementare la sua difesa. Si continua per la piazzetta belvedere dove ci si può affacciare per vedere il panorama o il settore settentrionale delle mura, una casa torre nella piazza potrebbe essere stata costruita sfruttando una torretta delle mura. Da qui si scende da una scalinata che forse, dando un'occhiata ai materiali del muro che l'affianca, confinava con un tratto delle mura del quale rimane qualche traccia del basamento, scesi nella seconda strada principale del castello, se ne perdono le tracce. Ricompaiono nella parte bassa, dove si trovano i resti delle mura erette dagli Acquaviva: la porta e la piccola torretta circolare che la difendeva, purtroppo lo scarso stato di manutenzione e di cura dei beni non rendono molta giustizia a queste opere.
Arrivati sull'ultima via pianeggiante, più stretta delle altre, si può uscire dai resti della porta per affacciarsi sulla rampa che un tempo saliva al castello, guardando verso sinistra si nota la torretta, realizzata in pietrame vario e piuttosto mal messa. L'interno della torretta è stato murato con mattoni contemporanei che esteticamente cozzano con il resto della struttura, rimane la fila di beccatelli superiori, vi si notano delle bucature dove probabilmente venivano istallate delle strutture in legno, come passerelle o protezioni per i difensori della piattaforma superiore. Altri scorci della torretta possono essere visti da un terrazzino privato aperto all'interno delle mura, oppure risalendo sulla via di mezzo del paese, si può scendere da alcune scale a lato di un'abitazione, costeggiando un tratto delle difese fino a raggiungerla.
Ad oriente molto poco rimane delle opere difensive, dalla mappa si può notare che dall'angolo difeso dalla torretta, le mura dovevano risalire abbastanza dritte fino alla base del torrione, concluso il giro si può notare come la cinta aveva un circuito irregolare, che ricordava vagamente una struttura romboidale.

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