Insieme con Garulla inferiore, è una frazione montana del comune di Amandola.
Infatti il toponimo è condiviso con l'altra frazione situata poco più in basso, che si incontra per prima salendo dal capoluogo. Ignota è l'origine del nome ed in passato è conosciuta anche come Garulla da Capo, si segnala anche la dicitura: Garulla I, per quella di sotto e II per l'altra. gli attuali insediamenti sono la continuazione di un castello medievale scomparso, che risulta già dismesso nel XIII secolo. La storia lo segnala come uno di quelli che in quel periodo, unendosi ad altri castelli limitrofi, da vita alla comunità di Sarnano. Da qui se ne perdono le memorie, segnalato col termine ""Castellare"", ovvero ex centro fortificato, privato delle difese. Nel 1306 il territorio viene acquistato dal comune di Amandola, in forte espansione territoriale, insieme ad altri castelli e ville vicine. La sua posizione la colloca a confine con il comune di Sarnano, è compresa nella contrada di Sant'Anastasio, abbazia benedettina non troppo distante dall'abitato. Vi dipende anche la chiesa del paese e quella di Garulla Inferiore, curiosità è che entrambe sono dedicata a Santa Maria delle Grazie. Da qui ha anche origine la famiglia nobile dei Garulli, forse fuggita nel 1260 dalla toscana, dopo aver partecipato e perso alla battaglia di Montaperti. In seguito si sposta nel XIV secolo a Montemonaco e nel XVI alcuni rami arrivano a Monterubbiano, Carassai e più tardi anche a Fermo. La seconda metà del XVI secolo, vede un gran numero di banditi aggirarsi per l'area montana, transitando spesso per il territorio di Garulla. Nel 1580 occupano anche l'abbazia di Sant'Anastasio e l'anno seguente, il comune è costretto ad inviare soldati a pattugliare il paese. Stessa cosa accade tra il 1586 e l'anno successivo, nel suo territorio probabilmente vi è una battaglia, con briganti provenienti da Sarnano. Forse in seguito a questi scontri, viene eretta a valle dell'abitato, la chiesa della Madonna della Pace. Negli statuti amandolesi redatti in quel periodo, il comprensorio di Garulla segna sempre il confine con il comune sarnanese. Importanti riforme territoriali seguono la Repubblica Romana del 1798, costituita dopo la cacciata del Pontefice e durata meno di un anno. Il territorio viene compreso nel Cantone di Amandola, nel distretto di Ascoli e parte Dipartimento del Tronto, ma il ritorno del pontefice segna il ritorno al vecchio ordinamento. L'arrivo di Napoleone sconvolge nuovamente il comune, vengono ripristinati i Dipartimenti, stavolta è parte del Cantone di Sarnano. Con la restaurazione nel 1816 invece passa nella Delegazione Apostolica di Macerata e dopo il 1833, in quella di Ascoli. A seguito dell'unità d'Italia, entra a far parte della provincia di Ascoli Piceno, fino al 2004 quando è creata la provincia di Fermo, comprendente anche Amandola. Nel XIX secolo è segnalata la comunanza agraria di Garulla, che a differenza delle altre, elegge due rappresentanti invece di uno solo, ciascuno per ognuna delle due frazioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale, vengono qui ospitati quattro ufficiali inglesi fuggiaschi, provenienti dal carcere di Fontanellato, in provincia di Parma. Nel secondo dopoguerra lo spopolamento dell'are montana, subisce una forte accelerazione, qui viene parzialmente limitato da una parziale vocazione turistica, soprattutto dopo la costruzione del rifugio sul Campolungo del Monte Amandola. Divenuta punto di passaggio, sviluppa alcune attività ricettive, subisce però diversi danni coi terremoti iniziati nel 2016, aggravando lo spopolamento. Attualmente è comunque piuttosto frequentata, grazie alla sua posizione elevata e panoramica, vicina ai pascoli ed ai boschi montani.
Vi si arriva proseguendo oltre Garulla da Piedi, salendo fra orti, piccoli campi coltivati ed ampi prati, fino a raggiungere le prime case dell'abitato. Gli edifici sono disposti a ventaglio, affacciati per la maggior parte, sulla via principale che attraversa il borgo. Gran parte di queste sono realizzate in mattoni e pietra calcarea locale, che qui si trova nelle due colorazioni: bianca e rosacea. Al centro sorge la chiesa della Madonna delle grazie, perno della comunità ed intorno piccole case, alcune di queste non superano il piano di altezza, ricordano una vita semplice e legata all'agricoltura. In parte però sono sistemate ed ancora abitate, anche solo nei mesi di villeggiatura. Nella parte centrale dell'abitato, si trovano edifici più ampi ed articolati, probabilmente anche più antichi, ma piuttosto rimaneggiati. Dietro la chiesa, una piccola scalinata scende verso la strada asfaltata, qui si incontra la fonte del paese, mentre una strada sterrata prosegue verso Nord, facendo da circonvallazione. Intorno al centro storico sorgono alcune strutture più recenti, ancora oltre la vista si perde tra campi e macchie boscose.
Infatti il toponimo è condiviso con l'altra frazione situata poco più in basso, che si incontra per prima salendo dal capoluogo. Ignota è l'origine del nome ed in passato è conosciuta anche come Garulla da Capo, si segnala anche la dicitura: Garulla I, per quella di sotto e II per l'altra. gli attuali insediamenti sono la continuazione di un castello medievale scomparso, che risulta già dismesso nel XIII secolo. La storia lo segnala come uno di quelli che in quel periodo, unendosi ad altri castelli limitrofi, da vita alla comunità di Sarnano. Da qui se ne perdono le memorie, segnalato col termine ""Castellare"", ovvero ex centro fortificato, privato delle difese. Nel 1306 il territorio viene acquistato dal comune di Amandola, in forte espansione territoriale, insieme ad altri castelli e ville vicine. La sua posizione la colloca a confine con il comune di Sarnano, è compresa nella contrada di Sant'Anastasio, abbazia benedettina non troppo distante dall'abitato. Vi dipende anche la chiesa del paese e quella di Garulla Inferiore, curiosità è che entrambe sono dedicata a Santa Maria delle Grazie. Da qui ha anche origine la famiglia nobile dei Garulli, forse fuggita nel 1260 dalla toscana, dopo aver partecipato e perso alla battaglia di Montaperti. In seguito si sposta nel XIV secolo a Montemonaco e nel XVI alcuni rami arrivano a Monterubbiano, Carassai e più tardi anche a Fermo. La seconda metà del XVI secolo, vede un gran numero di banditi aggirarsi per l'area montana, transitando spesso per il territorio di Garulla. Nel 1580 occupano anche l'abbazia di Sant'Anastasio e l'anno seguente, il comune è costretto ad inviare soldati a pattugliare il paese. Stessa cosa accade tra il 1586 e l'anno successivo, nel suo territorio probabilmente vi è una battaglia, con briganti provenienti da Sarnano. Forse in seguito a questi scontri, viene eretta a valle dell'abitato, la chiesa della Madonna della Pace. Negli statuti amandolesi redatti in quel periodo, il comprensorio di Garulla segna sempre il confine con il comune sarnanese. Importanti riforme territoriali seguono la Repubblica Romana del 1798, costituita dopo la cacciata del Pontefice e durata meno di un anno. Il territorio viene compreso nel Cantone di Amandola, nel distretto di Ascoli e parte Dipartimento del Tronto, ma il ritorno del pontefice segna il ritorno al vecchio ordinamento. L'arrivo di Napoleone sconvolge nuovamente il comune, vengono ripristinati i Dipartimenti, stavolta è parte del Cantone di Sarnano. Con la restaurazione nel 1816 invece passa nella Delegazione Apostolica di Macerata e dopo il 1833, in quella di Ascoli. A seguito dell'unità d'Italia, entra a far parte della provincia di Ascoli Piceno, fino al 2004 quando è creata la provincia di Fermo, comprendente anche Amandola. Nel XIX secolo è segnalata la comunanza agraria di Garulla, che a differenza delle altre, elegge due rappresentanti invece di uno solo, ciascuno per ognuna delle due frazioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale, vengono qui ospitati quattro ufficiali inglesi fuggiaschi, provenienti dal carcere di Fontanellato, in provincia di Parma. Nel secondo dopoguerra lo spopolamento dell'are montana, subisce una forte accelerazione, qui viene parzialmente limitato da una parziale vocazione turistica, soprattutto dopo la costruzione del rifugio sul Campolungo del Monte Amandola. Divenuta punto di passaggio, sviluppa alcune attività ricettive, subisce però diversi danni coi terremoti iniziati nel 2016, aggravando lo spopolamento. Attualmente è comunque piuttosto frequentata, grazie alla sua posizione elevata e panoramica, vicina ai pascoli ed ai boschi montani.
Vi si arriva proseguendo oltre Garulla da Piedi, salendo fra orti, piccoli campi coltivati ed ampi prati, fino a raggiungere le prime case dell'abitato. Gli edifici sono disposti a ventaglio, affacciati per la maggior parte, sulla via principale che attraversa il borgo. Gran parte di queste sono realizzate in mattoni e pietra calcarea locale, che qui si trova nelle due colorazioni: bianca e rosacea. Al centro sorge la chiesa della Madonna delle grazie, perno della comunità ed intorno piccole case, alcune di queste non superano il piano di altezza, ricordano una vita semplice e legata all'agricoltura. In parte però sono sistemate ed ancora abitate, anche solo nei mesi di villeggiatura. Nella parte centrale dell'abitato, si trovano edifici più ampi ed articolati, probabilmente anche più antichi, ma piuttosto rimaneggiati. Dietro la chiesa, una piccola scalinata scende verso la strada asfaltata, qui si incontra la fonte del paese, mentre una strada sterrata prosegue verso Nord, facendo da circonvallazione. Intorno al centro storico sorgono alcune strutture più recenti, ancora oltre la vista si perde tra campi e macchie boscose.
Bibliografia e fonti
Libri
- Memorie storiche della città di Amandola - Pietro Ferranti
Link
- http://www.associazioneleopardi.it/default.aspx?pageid=53
- https://books.google.it/books?id=qyqSUASWlDcC&pg=PA45&dq=garulla+amandola&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&sa=X&ved=2ahUKEwiPpLyOnOaNAxWv8LsIHTVPO584FBDoAXoECAUQAw#v=onepage&q=garulla%20amandola&f=false
- https://oplon.jimdoweb.com/articoli/l-organizzazione-amministrativa-napoleonica/?mobile=1
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