Il territorio comunale di Amandola, in provincia di Fermo (Marche), si estende su un rilievo che domina l'alta valle del Tenna, con lo scenario dei Monti Sibillini a ovest, sede dell'omonimo Parco Nazionale. Il comprensorio raccoglie varie frazioni sparse tra boschi e vallate. L'insediamento è attestato fin dall'età del bronzo; in epoca romana la zona fu interessata dalla centuriazione del territorio del Tenna. Nel Medioevo, dopo il dominio longobardo e franco, si fece sentire l'autorità del vescovo di Fermo e dei monaci di Farfa. L'attuale centro storico nasce nel 1248, dall'unione dei castelli Agello, Leone e Marabbione. Nei secoli XIV e XV Amandola crebbe economicamente, specializzandosi nel commercio e nella tessitura della lana. Delle cinque porte che la circondavano resta oggi solo Porta San Giacomo. La parte alta della cittadina presenta stratificazioni di diverse epoche: nel tipico impianto medievale si incontrano edifici rinascimentali e barocchi. Il ricco patrimonio è sparso tra capoluogo e frazioni. Nel borgo si affacciano il Torrione del Podestà, il Teatro La Fenice e la chiesa di Sant'Agostino; fuori si trovano la chiesa di San Francesco e l'Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale, complesso benedettino dell'XI secolo presso il lago omonimo. Cosa vedere ad Amandola: i vicoli del centro storico ed sentieri montani, da assaggiare il tartufo bianco pregiato.