NULL Rocca di Grottammare - Habitual Tourist
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Si staglia contro il mare alla sommità dell'abitato, circondata dalla vegetazione mediterranea e da un ombroso parco che offre riparo dal sole nella calura estiva circondati dintorno dai ruderi della fortificazione.
L'aspetto attuale risale al XIII-XIV secolo ma è ricca la storia delle fortificazioni sulla parte alta della rupe di Grottammare; secondo alcuni le prime difese furono costruite dai farfensi in difesa del villaggio di Gructa, pertinenza dell'abbazia di San Martino, di cui si ha notizia nel 1193. Nel 1214 Grottammare e la sua rocca passano sotto il dominio del vescovo di Fermo, quindi la rocca sarebbe stata ricostruita sotto la dominazione sveva, nel 1239, e restituita nove anni più tardi ai fermani dal cardinale Raniero. Nel 1340 viene donata dal cardinale Albornoz alla moglie di Giovanni Visconti di Oleggio e successivamente nel 1380 sarà possesso del noto condottiero Bartolomeo Smeducci da San Severino; dal 1405 fu governata da Ludovico Migliorati per conto del Papa fino al 1428 mentre nel 1422 vedrà la presenza tra le sue mura di Francesco Sforza. Tra i vari avvicendamenti è certamente palcoscenico delle cruente scorrerie dei pirati delle dirimpettaie coste slave che spesso imperversavano in questi lidi insieme a quelli turchi nel XV e nel XVI secolo. Durante la guerra di Castro, Grottammare fu scelta come presidio, tra il 1640 ed il 1643, da parte dell'esercito pontificio che controllava l'area tra Ancona ed i confini del Regno di Napoli, venendo così rafforzate le difese della cittadina e munite di nuovi cannoni. Inutilizzata negli anni a seguire la rocca fu mano a mano trascurata; fino al 1766 svettava nella fortificazione un torrione cilindrico di tre piani che fungeva da faro e dove trovava alloggio anche l'orologio pubblico che fu abbattuto perché pericolante: i suoi resti rimasero per il secolo successivo fino a quando non furono definitivamente demoliti. Nei racconti del XIX secolo si narra anche di una cisterna.
I ruderi del fortilizio sono stati restaurati di recente e sono oggi attrezzati con un percorso. Sebbene non sia conservato perfettamente, il fortilizio, dalla pianta poligonale ed irregolare, emana ancora il suo fascino.
Si raggiunge il cuore della fortezza tramite una scala metallica che parte dal grande squarcio aperto sulla cinta muraria, nei pressi della torre quadrata, attraversato da una strada che conduce ad un piccolo parcheggio dove si imbocca la via per la rocca. Le strutture meglio mantenute sono quelle della cortina occidentale dove si trova una torre pentagonale, detta puntone, dalla quale si origina un tratto dello spesso muraglione della rocca. La torre è murata su tutti i lati e non è visitabile all'interno. Nel tratto murario successivo si possono notare le sedi di due bombardiere, qui il muraglione si interrompe e rimane solo la base scarpata delle mura. Di contro la sezione orientale della rocca non è sopravvissuta al tempo e alle numerose frane. La torre quadrata invece è piuttosto interessante perché si presenta come la classica torre trecentesca aperta sul retro e lascia intravedere uno spaccato dei piani dove si combatteva e quelli privi di aperture dove si immagazzinavano le scorte; sorprendente osservare come il piccolo tratto murario rimasto ancorato alla torre sfidi la gravità. Le mura proseguono oltre la strada scendendo verso la porta detta del Castello.
Obbligatoria è la visita al parco che lambisce le mura della rocca, da qui si può godere della visione degli esterni della struttura, dove sono ancora presenti le forti scarpature a protezione delle muraglie ed alla fine della passeggiata si apre una tipica veduta della riviera delle Palme.

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