Eretta sulla cima dell'abitato, la contrada Castello, è conosciuta anticamente,come Sant'Angelo in Castello ed è il maggiore luogo sacro dell'abitato. Tra i più antichi edifici del centro storico, segue solo la scomparsa chiesa di Sant'Antimo, presente nell'omonima corte, citata nei diplomi imperiali del X secolo, nucleo originale dell'attuale paese. San Michele Arcangelo è di fondamentale importanza per la vita comunitaria, l'effige del santo è il simbolo dello stemma comunale. Ricordata anche come molto ricca ed insieme a
Edificio principale della piazza, dove si trova anche un punto panoramico affacciato sul sottostante Parco Marziali. Dall'esterno la struttura appare assai più ampia rispetto alle sue reali dimensioni. Osservando la facciata si intuisce la presenza di tre navate, servite da altrettanti ingressi, in realtà i due accessi conducono ad altre strutture del complesso. Quello a sinistra porta all'antico monastero, poi trasformato in casa parrocchiale, l'altro invece all'oratorio del Santissimo Sacramento, dalla singolare forma lunga e stretta. Il portale centrale merita una certa attenzione: di gusto gotico, è mancante del basamento che un tempo, prevedeva dei leoni scolpiti alla base. Leggermente rialzato rispetto al piano stradale, sporge dalla facciata mostrando una bella cornice in pietra arenaria, scolpita con motivi vegetali. Una serie di ghiere si restringono fino al telaio della porta, nell'ultima sono ancora presenti tracce di pittura, da notare la successione di due tipi colonne tortili, riproposte anche sull'arcata. In alto la struttura si conclude con un timpano triangolare, con centro una piccola nicchia trilobata dove nell'ultimo restauro, è stata dipinta l'effige dell'arcangelo. Gli altri due portali invece sono di gusto rinascimentale, con semipilastri scanalati ed un lunotto ad arco ribassato. In alto si aprono due finestroni, infine una sobria cornice in laterizio crea un timpano triangolare sulla sommità della facciata, a seguire il profilo del tetto. Sulla destra, come già detto, c'è l'Ex monastero convertito in canonica; l'edificio corre lungo tutto il fianco meridionale della chiesa, mostra due grandi arcate a sesto acuto nella parte iniziale. Al centro si eleva il campanile, sempre dalle linee gotiche, con una cella campanaria ornata da archetti pensili ed una singolare cuspide. Al culmine svetta un crocefisso in ferro, con la banderuola segnavento a forma di San Michele. Una visita merita anche il retro, dove nella zona absidale è presente una datata finestrella in pietra, con una croce dalle forme inusuali.
Una volta entrati si riescono a capire le reali dimensioni dell'unica navata, più piccola di quanto sembri all'esterno. L'area presbiteriale sul fondo è rialzata rispetto al resto ed ospita l'altare centrale, altri quattro altari si trovano sulle pareti laterali, colorate sono le pavimentazioni. Subito sulla destra, un'ampia arcata con tracce di affreschi raffiguranti alcuni santi, comunica con l'adiacente oratorio del Santissimo Sacramento. Per quanto riguarda le coperture, l'aula mostra delle capriate in legno a sorreggere il tetto, differente è l'area presbiteriale con l'abside a pianta rettangolare. Separata dalla struttura tramite un grande arcone a sesto acuto, è sormontata una volta in muratura richiamante lo stile gotico, con costoloni che risalgono verso l'alto. Sul lato sinistro della navata c'è il fonte battesimale seicentesco in legno, interamente affrescato è il primo altare, eretto nella prima parte del cinquecento. Al centro compare una "Crocefissione con San Girolamo e Sant'Antonio", una piccola annunciazione in alto ed una "Pietà" nel lunotto superiore, opera forse di Giacomo Bonfini. Il secondo altare è dedicato alla "Madonna del Rosario" con una pala tardo cinquecentesca che la raffigura insieme a Gesù Bambino ed i santi Domenico, Caterina e Pio V Papa. Nella parete opposta il primo altare è dedicato a San Giuseppe, con una tela del XVII secolo raffigurante la morte del santo. L'altro è intitolato alla Madonna del Carmine, dipinta al centro del quadro dell'ultimo cinquecento ed affiancata da San Giovanni Battista ed un'altro Santo Martire. Il presbiterio e l'abside presentano diverse nicchie affrescate, forse in origine tombe ad arcosolio, ben riconoscibili sono: una "Crocefissione" ed una "Madonna in Trono tra angeli", entrambi del quattrocento. Sull'angolo di sinistra si conserva un frammento di affresco con l'Arcangelo in armatura, divenuto ormai l'attuale simbolo della chiesa, altre tracce di pitture sono visibili in alto e nelle nicchie laterali. La porticina sulla destra comunica sempre con l'oratorio del Santissimo Sacramento, dove sulla parete laterale c'è l'unico altare con l'affresco rinascimentale del "Crocefisso con la Madonna e San Francesco". Da qui è possibile scendere nella cripta, interessante struttura di pianta rettangolare, divisa in tre piccole navate da una fila di colonne ed archi. Ai lati sorreggono una volta a crociera con costoloni rettangolari, al centro invece c'è una copertura a botte, sulla parete di fondo l'altare del XVIII secolo, con l'affresco della "Madonna della Misericordia" del XV secolo. Stesso soggetto, affiancato da Santa Caterina d'Alessandria, è riproposto sulla parete di fondo.