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Chiesa immersa nel verde della campagna montelparese, che dà il nome alla contrada dove sorge.
L'attuale edificio corrisponde ad una ricostruzione ottocentesca di una chiesa ben più antica, che ha subito diverse ricostruzioni e trasferimenti. Originariamente, si trovava lungo le sponde dell'Aso ed annoverata tra le carte dei monaci farfensi, conosciuta come "Santa Maria de Cerestano" dal nome di una corte, un centro amministrativo agricolo, dove essa ricadeva. Probabilmente sarà incamerata da privati ed infatti si legge che la chiesa era possesso di Andriolo di Guglielmo di Ascaro, morto nel 1294. Da quella data la chiesa con i suoi beni, insieme a quella di Sant'Angelo in Capistrello, diversi terreni e mulini lungo l'Aso, passano sotto l'amministrazione del comune di Montelparo.
Subisce gravi danni durante un'inondazione e viene ricostruita in un luogo più sicuro nel 1690, ancora riedificata nel XIX secolo nel luogo attuale, annessa ad un'abitazione rurale, su iniziativa di una famiglia locale che da allora si occuperà della chiesa. Nel 1950 passa insieme ad altre chiese, alla nuova parrocchia di San Pietro Apostolo in contrada Lago di Montalto, nella "Cappellania della Valdaso". Viene ancora frequentata per qualche anno, fino a quando non viene abbandonata in concomitanza del trasferimento dei coloni che vi abitavano. Più o meno negli stessi anni viene anche a perdersi la tradizionale festa, qualche tempo dopo il crollo del tetto la riduce a rudere abbandonato, mentre veniva mano a mano spogliata di ogni bene, compresa la pavimentazione. Agli inizi del secondo millennio viene acquistata da nuovi proprietari che iniziano a restaurare la proprietà e la chiesa; se ne attende la riapertura.
L'edificio si trova al limite del declivio che scende verso la pianura dell'Aso, raggiungibile dal fondovalle attraverso una piccola strada che si distacca dalla statale "Valdaso", tra gli incroci di Montalto e Montelparo, oppure scendendo da quest'ultima, seguendo le indicazioni per il campo sportivo. La struttura si trova su di un piccolo appezzamento pianeggiante circondato da alberi, ha un perimetro rettangolare ed un tempo era addossata ad altri edifici, ora demoliti o in fase di ristrutturazione. L'esterno si presenta con la sua muratura in pietra arenaria, sulla facciata si apre il portale ad arco in mattoni con una semplice cornice come ornamento. Ai lati vi sono due piccole finestre rettangolari, un'altra più ampia è in alto sulla facciata, come il portale mostrano una cornice che le contorna. Sul lato destro si nota un'altra finestra piuttosto in alto ed in posizione centrale, sempre sulla parete si osserva in basso un piccolo portale murato. Vedendola dal retro si individua una serie di cavità all'altezza del tetto, forse per reggere una tettoia o un eventuale solaio di qualche edificio, oggi sostituito da alcune stalle dismesse. L'interno è completamente spoglio se si esclude l'unico altare, posto in posizione centrale nell'area presbiteriale, leggermente più in alto rispetto alla navata; è realizzato in muratura intonacata e dipinta, una cornice in stucco ospitava una tela oggi mancante. Due porte murate, suggeriscono che sul retro si trovasse la sagrestia e forse un'eventuale canonica.

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