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Uno dei protagonista della suggestiva Piazza Peretti, centro del vecchio incasato di Grottammare.
Fa parte dei "Teatri Storici delle Marche" e prende il nome dall'albero di agrumi, simbolo della comunità, piantato un tempo al centro della piazza e sorge sull'area dell'Ex palazzo comunale di origine medievale, addossato alla cinta muraria. Viene realizzato nel 1790 riutilizzando le strutture già presenti, dall'architetto ticinese residente a Montedinove: Pietro Maggi, molto attivo nella zona in quel periodo, soprattutto per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici ecclesiastici, stava infatti dirigendo il cantiere dell'adiacente chiesa di San Giovanni Battista.
Gli interni vennero realizzati interamente in legno, si elevarono tre ordini di palchi impreziositi da dorature, che solitamente venivano affittati e mantenuti dalle famiglie più facoltose del paese, la platea era invece riservata alle classi meno abbienti. Contribuiva alle spese anche l'amministrazione comunale mentre la gestione, era affidata ad una società filarmonica, all'epoca poteva accogliere all'incirca 250 persone.
Sul finire del XIX secolo inizia un periodo di decadenza che porterà nel 1899, a chiuderlo perché pericolante ed insicuro, viene riaperto solo nel 1908 per l'ultima stagione teatrale. Subito dopo la Prima Guerra Mondiale imperversava l'epidemia di febbre spagnola che aggredì particolarmente il centro rivierasco, dato l'alto numero di vittime e la carenza di legname per costruire le bare, si decise di realizzarle demolendone le strutture interne.
Abbandonato da tempo, viene restaurato nel 2003 e riaperto il precedente ingresso posto sul pianerottolo a sinistra, sostituito da una scala che saliva dalla loggia, passando per l'arco murato ancora presente sotto la torre civica.
La facciata occupa buona parte del lato orientale della piazza, è realizzata interamente in mattoni di due colorazioni differenti, quella più scura mette in risalto gli elementi architettonici decorativi; lesene scandiscono le varie parti dell'insieme. Caratteristica del complesso che comprende anche il teatro, oltre le già citate: torre civica, l'ex palazzo comunale ed il famoso loggiato che si apre al pianterreno, da li si vede un ottimo panorama ed è tra le mete più ambite dai turisti.
Il teatro si eleva per tre piani divisi da due semplici cornici marcapiano che fanno anche da mensola per le finestre, anche'esse incorniciate, sono più ampie nella parte bassa e più minute in alto, dove arrivano a toccare il grande cornicione del sottotetto. Il centro della facciata è dominato dalla nicchia con la statua bronzea di Sisto V, realizzata dallo scultore Stefano Interlenghi, originario di Montottone in provincia di Fermo; si volle così ricordare nella piazza che porta il nome della sua famiglia, il pontefice nato a Grottammare. La nicchia è sovrastata da un timpano che culmina con una cornice angolata che protegge un festone in bronzo, più in basso si trova una lapide in pietra incorniciata che riporta l'epigrafe: "Sisto V P.O.M. Civi Munificentissimo".
Gli interni oggi comprendono il solo palco e la platea, per una capienza di 100 persone e viene anche utilizzato come area espositiva, la doppia fila di finestre su entrambi i lati illuminano l'interno e ricordano la passata presenza dei palchetti laterali. Sul fondo rimangono alcune tracce delle decorazioni dipinte a tempera con ancora visibili resti di figure, in alto la copertura è realizzata con capriate in legno che sostengono il tetto.

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