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teatri
Dell'Arancio

epoca: XVII - XVIII - XX° sec.

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La denominazione di questo suggestivo Teatro si deve ad una rigogliosa pianta di arancio che era al centro della piazza, di fronte all'edificio.
Venne realizzato negli ultimi decenni del XVIII secolo dall'architetto Pietro Magi, e testimonia un certo benessere economico e una fervente vita sociale ed artistica di alcune famiglie importanti di Grottammare.
La struttura occupa in maniera consistente un lato della piazza; la sua facciata è composta da mattoni a vista e si estende su tre ordini di differente altezza, evidenziati da cornici marcapiano terminati da un alto cornicione.
Al centro del secondo ordine, in una nicchia, vi è posta una statua di Sisto V dell'artista Stefano Interlenghi, sotto la quale si legge nell'iscrizione di dedica "Sisto V P.O.M. Civi Munificentissimo" a testimonianza dello stretto legame con Grottammare.
Il prospetto dell'edificio è definito dalla Torre civica, contraddistinta dal sovrapporsi di una nicchia con l'immagine della Madonna con Bambino, l'orologio donato dal papa Pio IX nel 1857 e dal campanile, concluso da un frontone ridotto.
L'edificio, sicuramente costruito su di una struttura preesistente, si articola in una profonda serie di logge ad archi e volte a crociera poggianti su pilastri quadrangolari; dalle logge si può ammirare il bellissimo panorama della cittadina rivierasca e del suo splendido litorale. I recenti restauri hanno riportato l'ingresso alla sua origine.
Il Teatro poteva contenere circa 250 spettatori, le famiglie più abbienti insieme all'amministrazione comunale avevano gli onori e gli oneri dei palchi, mentre il popolo poteva accedere alla platea; la gestione invece era a cura della società filodrammatica.
Il Teatro dell'Arancio presenta un tetto a capanna con capriate a vista; all'interno della sala, nella parete meridionale, sono dipinte delle figure con abbellimenti a tempera. Nei primi decenni del '900 il Teatro era costituito da palcoscenico, platea e tre ordini di palchi lignei dorati; durante la tremenda epidemia di peste spagnola, tra il 1917-1919, per mancanza di legno che serviva per costruire le bare, si dovette utilizzare il materiale che componeva queste strutture.
Dopo decenni di inabilità il Teatro è stato restaurato e viene utilizzato per esposizioni artistiche e spettacoli.

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