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Nasce a Grottammare nel luglio del 1877. Si laurea a Pisa in Scienze Agrarie nel 1903 e inizia a dedicarsi molto presto alla sua vera passione: la costruzione di aeromobili. Nel 1909 riuscì nell'impresa costruendo un biplano che chiamò "Veleggiatore Laureati"; decollò a Roma nel 1910 e fu uno dei primi apparecchi della sua categoria a volare in Italia. Giulio intraprese il servizio militare nel giugno del 1897 e dopo anni fu richiamato e arruolato come sottotenente dell'Arma del Genio, assegnato al Campo di Aviazione di Pordenone, dove pochi mesi dopo consegue il brevetto da pilota. Nel 1913 Laureati viene inviato in missione speciale in Francia dove perfeziona le sue doti. Il primo conflitto mondiale lo vede impegnato nella prima Squadriglia Caproni, che dal settembre 1915 al novembre del 1916 compie oltre 1600 ore di volo. Nel febbraio del 1916, insieme al suo Squadrone, Giulio compie un'azione aerea su Lubiana, oggi in Slovenia, ma ai tempi parte integrante dell'Impero Austriaco: grazie a questa impresa verrà decorato con una Medaglia d'argento al Valor Militare, conferita sul campo dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Gen. Cadorna. Nei primi mesi del 1917 vi fu il trasferimento a Torino, alla Direzione Tecnica dell'Aviazione Militare. Nell'agosto del 1917 un'altra temeraria azione del Laureati, con un'incursione sulla città di Fiume, gli fece ottenere la Medaglia di bronzo sempre al Valor Militare. Nel mese di settembre 1917 compì in solitario il volo Torino-Napoli-Torino senza alcuno scalo e grazie al suo lavoro impareggiabile fu promosso Capitano. Ma ancora una volta l'aviatore marchigiano stupì il mondo: il 24 settembre sempre del 1917, partendo dal campo di volo di Mirafiori, presso Torino, con a bordo il meccanico caporale Michelangelo Tonso, effettuò la traversata Torino-Londra senza scali, nel tempo record di 7 ore e 22 minuti. Il Laureati era stato incaricato dal Re d'Italia, Vittorio Emanuele III, di consegnare una lettera al regnante inglese Giorgio V. L'apparecchio italiano era munito di un motore di 250 cavalli e percorse oltre 1100 chilometri, fu il primo aereo che giunse per questa via a Londra. Uno straordinario record per i primi decenni del Novecento: la riuscita del volo contribuì ad ulteriori ricerche nel campo aeronautico. Anche il prestigioso Times descrisse l'ardua impresa definendo il viaggio del Laureati: - un brillante successo compiuto malgrado venti contrari. Gli italiani - continuava il pezzo - ci hanno dato l'esempio di ciò che è possibile fare.
Nella capitale britannica il Re Giorgio V ricevette Giulio e il suo meccanico con tutti gli onori e conferì loro l'Ordine Reale Vittoriano; l'immagine di Laureati fu per molti anni esposta nel celebre Museo delle Cere. Dopo questi avvenimenti la sua carriera aviatoria continuò proficua, nel 1919 effettuò il volo Milano-Lione-Parigi-Bruxelles-Amsterdam-Londra con un triplano Caproni. Si congedò dall'Esercito nel 1920, mentre negli anni seguenti elaborò un audace piano di volo dall'Italia al Brasile di oltre 8000 chilometri, ma i tempi non erano ancora maturi. Dal 1920 al 1923 ricoprì il ruolo di direttore tecnico ed amministratore delle Scuole di volo di Castellar e Villa Soldati di Buenos Aires, in Argentina. Richiamato al sevizio attivo militare dal 1924 al 1927, rivestì il ruolo di Osservatore Industriale. Dopo il nuovo congedo con il grado di Maggiore, si trasferì in Lombardia a Gallarate, dove assunse la direzione dei cantieri Augusta, azienda che costruiva aeroplani. Lasciato in seguito ogni incarico, tornò a Porto d'Ascoli dove si spense nel dicembre del 1943. Nelle Marche e precisamente a Civitanova l'Istituto Tecnico Aeronautico porta il suo nome.

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