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La figura di Paci, nato nella frazione di Curetta di Servigliano nel dicembre del 1949, è rimasta nel cuore degli appassionati di motociclismo, soprattutto per chi seguiva le gare negli anni Ottanta del Novecento. Come molti della sua generazione era un fanatico delle due ruote sin da giovanissimo, quando iniziava a correre per le vie del suo paese. Dopo aver compiuto i diciotto anni intraprese la carriera militare, arruolandosi nell'Aeronautica ed entrando nella Scuola riservata ai sottufficiali. In seguito consegue il grado di Maresciallo ed assegnato al 53 Stormo Intercettatori, nella caserma di Cameri in provincia di Novara. Finita questa esperienza ritorna allo sport attivo nei primi anni settanta, cimentandosi nella specialità invernale del "Bob", vincendo ben due titoli italiani nel 1974 e 1976; conquista anche un podio negli Europei degli sport invernali, arrivando alla medaglia di Bronzo. Ma la sua vera grande passione erano le moto, lasciato il Bob, inizia a correre con una Honda 500 nella categoria "Derivate di Serie". Passa poi alla categoria "Juniores", vincendo nel 1979 il titolo italiano, trionfando sia a Monza che a Imola. Sempre in quell'anno fa il suo debutto nel Motomondiale, la massima serie del Motociclismo, partecipando al Gran Premio delle Nazioni di Misano Adriatico, dove si classifica tredicesimo. La sua migliore stagione è però quella del 1981, compiuta guidando una Yamaha non certo ottimale, che Paci denomina "Pantera Rosa" a causa del colore. Ottiene risultati più che buoni, considerando che la moto è privata e quindi meno competitiva. L'americano Kenny Roberts, icona del motociclismo degli anni Settanta-Ottanta e tre volte campione del Mondo in 500, durante una intervista afferma che: se a Paci affideranno una moto "ufficiale", saranno dolori per tutti. Nel Motomondiale del 1982 è ancora in sella con la Yamaha Tz 500, dove coglie alcuni piazzamenti a punti. Nella stagione 1983 passa alla Honda Italia, scuderia più attrezzata tecnicamente, e guida la monoposto chiamata RS 500, derivata dalla NS 500, che diventerà campione del Mondo con Freddie Spencer. Con questo modello, si piazza ottavo nel Gran Premio di Francia a Le Mans il 3 di aprile, quindi si prospettava per lui una stagione positiva. Una settimana dopo, corre la "200 miglia" a Imola, quando era in quinta posizione cade rovinosamente alla curva della "Tosa", dopo una scivolata di un centinaio di metri, urta le balle di paglia che coprivano il muretto di cemento. Subito soccorso, le sue condizioni furono considerate gravi e viene trasportato nella Clinica Mobile del circuito, le lesioni riportate al capo e al torace lo portarono al decesso nel giro di pochi minuti. Alle esequie svolte pochi giorni dopo, partecipò tutto il motociclismo mondiale. Sepolto nel cimitero del suo borgo natale, dal 1991 è organizzato il Memorial che porta il suo nome, frequentato da molti appassionati delle due ruote.

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