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Contrada del comune di Colli del Tronto sita a poca distanza dal capoluogo.
Frequentato all'epoca delle invasioni barbariche, sono infatti state ritrovate nelle sue campagne due fibule riconducibili ai goti, presenti anche a Cagnano di Acquasanta Terme e a Forcella di Roccafluvione. La località prende vita a partire dal XIV secolo quando il comitato ascolano ed il vescovo di Ascoli, per rafforzare la presenza ed il potere della città lungo la vallata del Tronto, iniziano a concedere terreni e sgravi fiscali a chiunque vi si fosse trasferito. Le popolazioni della montagna saranno maggiormente interessate da questo fenomeno e qui si insedieranno riproducendo i nomi dei centri di provenienza, in questo caso saranno le popolazioni di Casaregnano e dei feudi dominati dalla sua rocca, a colonizzare il territorio. A poca distanza si trovano altri luoghi accomunati dalla stesso fenomeno, come l'adiacente contrada Vallicella e le vicine Gaico, Ronciglione e Pescolla in territorio castoranese.
In precedenza la zona era soggetti al vicino castello scomparso di Ottavo, sito a poca distanza dalla contrada, nel 1381 questo era già in decadenza compreso nell'amministrazione dell'Università di Castorano, all'epoca strategicamente importante per Ascoli. Nella prima parte del XV secolo continuano le concessioni dei terreni da parte del vescovo alle popolazioni montane.
Nel 1543 viene costituita la nuova podesteria di Lama e Colli, distaccandone i territori dal comprensorio castoranese, fino alla dichiarazione della Repubblica Romana da parte dei rivoluzionari francesi del 1799, dove la comunità di Colli viene sottoposta al Cantone di Offida, anche sotto il Regno d'Italia di Napoleone. Con la restaurazione tornerà ad essere amministrata da Castorano fino al 1833 quando rientra ancora ad essere sottoposta a Offida fino al 1862, quando dopo l'Unità d'Italia, Colli diventa un comune autonomo.
Oggi l'insediamento, grazie all'espansione edilizia avvenuta nel secondo dopoguerra, si è ormai fuso con il capoluogo ed è riconoscibile anche da lontano grazie alla grande torre dell'acquedotto che sovrasta l'abitato. Raggiungibile dalla strada provinciale che collega Colli a Castorano, svoltando all'altezza della chiesa che si scontra poco fuori dal capoluogo, dedicata a Santa Cristina, da qui dopo pochi decine di metri vi è un incrocio dove a destra si raggiunge Casaregnano mentre svoltando a sinistra si va verso la contrada di Vallicella.
La stretta strada asfaltata attraversa alcuni grandi caseggiati rurali storici e moderne villette fino a giungere al cospetto dell'imponente struttura della cisterna, proseguendo si trova il centro vero e proprio della contrada con una fila di case in mattoni di varie epoche addossate l'una all'altra. Dalla parte opposta ci sono altri edifici ristrutturati ma che conservano ancora porzioni di strutture più antiche, usciti dall'agglomerato la strada si perde per la gradevole campagna di Colli.

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