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Isola amministrativa del comune di Roccafluvione, circondata in parte dal comune di Acquasanta Terme e da un'altra isola amministrativa di Ascoli Piceno, Piana della Forcella, a nord est, abbarbicata su una terrazza rocciosa, dall'alto controlla la confluenza della valle del Rio Tallacano sul fiume Tronto. I ritrovamenti archeologici nell'area hanno rilevato la presenza di un insediamento di origine gota, facendo risalire la fondazione all'epoca delle invasioni barbariche; nei secoli successivi rientra nel comprensorio dell'abbazia di Farfa, quando tra X e XI secolo vengono donate diverse terre al monastero di San Benedetto di Valledacqua, tra le quali compaiono Forcella e Valle Fusella. La sottostante chiesa di San Giovanni Battista era sede della comunità monastica e rimase a lungo in mano ai farfensi; nel frattempo la villa rientrerà nello stato ascolano e la ritroviamo nel XIV secolo nel sindacato di Venamartello, subendo tutte le vicissitudini del capoluogo piceno. Nel XV secolo ci giungono diverse notizie sull'organizzazione delle contrade di Forcella dagli atti di un notaio originario del luogo, Dezio Gabrielli, che insieme ai Bartoli sarà in quell'epoca tra le famiglie più importanti del borgo; nel secolo successivo si ricorda anche la presenza di maestranze lombarde, originarie di Domodossola, grazie ad una documentata controversia con gli abitanti; a quel tempo la comunità possedeva un proprio mulino che era utilizzato anche dagli abitanti della vicina comunità di Falciano. Durante il periodo napoleonico Forcella, come l'acquasantano, mal subisce l'occupazione francese e anticlericale, dando vita a diversi fenomeni di brigantaggio che diedero parecchie grane agli occupanti. Con la seguente restaurazione pontificia tornerà la pace, ma nel 1811 in piena restaurazione pontificia, il governo cetnrale decide di spostare arbitrariamente Forcella nel comune di Mozzano; dopo l'unità d'Italia, avvenuta un trentennio più tardi, viene aggiunto al comune di Roccafluvione insieme alla contrade circostanti; tra queste Piana della Forcella invece sarà data ad Ascoli. Continuerà anche nel periodo unitario il brigantaggio per le quali erano famose queste terre, stavolta rivolto contro i piemontesi a difesa degli ultimi brandelli dello Stato della Chiesa, proprio a Forcella troverà dimora il brigante Cruciani, braccio destro del noto Giuseppe Piccioni e uno dei pochi della banda a sopravvivere alla cattura e alla prigione. Nonostante lo spopolamento delle montagne tipico del secondo dopoguerra è rimasto un paese piuttosto popolato data la sua vicinanza con la Salaria, che la collega in pochi minuti ad Ascoli attraverso l'unica strada carrozzabile che si arrampica al paese, dopo una salita scenografica tra rocce e boschi. Si arriva alla piccola piazzetta con la chiesa di Sant'Antonio e la severa mole delle case cinquecentesche appartenute ai notabili del luogo. Addentrandosi per una delle vie che attraversa l'incasato, si sale fino alla fonte, costruita sotto la roccia; da qui è possibile prendere il sentiero per raggiungere la cima del monte di Forcella e quello per scendere verso Valle Fusella e il rio Tallacano; poco sopra si intravede una solitaria casa colombaia che chiude il paese. Tornando indietro verso la piazza non dimentichiamo di soffermarci sulle abitazioni che talvolta conservano ancora frammenti di iscrizioni e simboli. Dalla piazzetta si può anche proseguire per la strada che passa sotto il caseggiato cinquecentesco, ricordando di fare una visita alla terrazza panoramica che si incontra sulla sinistra, di fronte al caratteristico Palazzo Vespa, tra i più raffinati del borgo, riuscendo anche a sbirciare tra le siepi per vedere il bel giardino. La strada prosegue ed esce dal centro storico, scendendo verso una piccola piana: qui sorgono anche gran parte delle abitazioni più moderne, se ne consiglia la visita durante i vari eventi che l'attiva comunità di Forcella organizza durante l'estate, invitando i turisti a godere della bellezza del luogo.

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