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Il piccolo insediamento abbandonato, immerso tra le campagne della valle del Fluvione, sorge lungo la strada che un tempo portava allo scomparso castello di Pizzorullo.
Il feudo, in origine della Famiglia Alvitreti, nobili che già dall'alto medioevo erano signori di queste terre, fu in seguito ceduto alla città ascolana in cambio della cittadinanza: questo sottopose il borgo ad un inesorabile declino. Successivamente il piccolo abitato verrà annesso al sindacato di Pizzorullo, e vi rimarrà fino all'unità d'Italia, quando sarà accorpato al comune di Rocca Rionile (Colleiano) e quindi a Roccafluvione.
Come altri castelli dello stato Ascolano, nel 1352 si ribellò al tiranno di Ascoli Galeotto Malatesta, formando una coalizione coi nobili signori dei castelli di Montepassillo, presso Comunanza e di Fonditore di Montegallo. Il Malatesta successivamente occupò questi castelli militarmente, la ribellione purtroppo non sortì gli esiti sperati e catturati, i feudatari vennero giustiziati in maniera cruenta.
Quel che rimane dell'incasato oggi abbandonato sono alcune case, di cui una del XVI secolo, annesse al complesso di una villa padronale che occupa gran parte del paese.

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