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Spicca isolata sopra la rupe, che caratterizza il fronte orientale del centro storico di Rotella.
Lunga e travagliata è la sua storia, inizia forse come torre della cinta muraria del primitivo castello che un tempo occupava, probabilmente, la parte alta a sud dell'attuale corso cittadino. A quei tempi era sottoposto al monastero farfense di San Lorenzo, segnalato nel X secolo e sito nell'omonima contrada rurale ad una certa distanza dal paese.
Tra XII e XIII secolo i monaci iniziarono ad abbandonare il monastero stabilendosi a ridosso del castello rotellese, luogo più comodo e protetto, dove eressero una nuova chiesa ed un'abitazione per ospitare i religiosi, senza però fondare un vero e proprio convento.
La chiesa prese il nome di Santa Maria e viene inizialmente menzionata a partire dai registri delle decime del 1290, possedeva una cripta e quattro altari, la conversione della torre a scopi religiosi avviene probabilmente tra XIV e XV secolo.
Da qui le notizie sono piuttosto frammentarie, riappare durante la visita apostolica di Monsignor Maremonti nel 1573, registrata come parrocchiale del paese.
Nel XVII secolo non è più citata nelle documentazioni ecclesiastiche, forse a seguito della soppressione dei monasteri farfensi da parte di Urbano VIII nel 1623, ma probabilmente anche per le frane causate dal Fosso dell'Oste che aveva reso instabile i terreni dove era stata edificata.
In quel periodo infatti le funzioni religiose venivano esercitate nelle chiese di Santa Maria a Piè del Monte, l'attuale Santa Viviana ed in quella della Madonna di Loreto; sarà comunque ristrutturata e riaperta al culto agli inizi del XVIII secolo.
La sua storia si interromperà nuovamente nel 1755, quando l'erosione del fosso raggiungerà il culmine, causando una frana che danneggerà gravemente la struttura, altri edifici posti a ridosso del dirupo e parte della piazza dove sorgevano.
Sarà quindi ricostruita nel 1627, dove oggi si trova l'attuale parrocchiale, col nome dei Santi Maria e Lorenzo, in memoria dei precedenti titoli delle chiese farfensi, la torre invece sarà riconvertita alle funzioni civiche del comune e vi si installa l'orologio pubblico.
La struttura è realizzata prevalentemente in arenaria con inserti in mattoni, dello stesso materiale è la cella campanaria, ma quando in principio veniva utilizzata come fortificazione, la parte superiore era di composizione differente e, ad oggi, si possono solo fare supposizioni sulla sua forma e sull'eventuale merlatura.
Vi si accede da una porticina aperta sulla faccia Sud-Ovest a livello della strada, nei piani superiori ve ne sono altre due, una sopra l'accesso ed un'altra, tamponata, sul lato che da sulla rupe.
La facciata verso il corso del paese mostra una bella finestra murata in travertino in stile rinascimentale, forse proveniente da un altro edificio. Questa si compone di una cornice lavorata con un architrave, che mostra una data poco chiara, al di sopra si trova un bel lunotto ornato con motivi vegetali e floreali. Sull'ultimo lato, quello esposto a settentrione, c'è una fontanella alla base e si nota sul muro un grande arco tamponato, rimanenze dell'apertura alla gola tipica delle torri medievali, che presentavano aperto il lato interno alla cinta muraria per poter attaccare gli assedianti, nel caso in cui avessero conquistato la torre.
Sulla parte alta è installato su tre lati, ad esclusione della faccia rivolta al dirupo, l'orologio pubblico con quadrante in pietra, più grande quello rivolto verso il corso, al di sopra si trova la cella campanaria dove, all'interno di arcate, sono in parte installate le campane.
L'opera culmina con una serie di pennacchi, uno per ogni angolo, la cuspide esagonale al centro si alza fino alla punta in pietra dove è installata una croce, interessanti sono i motivi ornamentali: varie file di mattoni realizzati a forma di artiglio, simili a quelli presenti nella chiesa di Santa Caterina a Comunanza.
La torre è oggi il simbolo del paese.

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