Sul finire del quattrocento a Nocella nasce l'attività che l'ha resa famosa, viene aperta dallo scultore Silvestro dell'Aquila una scuola di ceramica che darà il via alla tradizione delle statue della Madonna in terracotta.
Agli inizi del XVI secolo il feudo camplese passerà nelle mani di Alessandro de Medici ed alla sua morte alla moglie Margherita d'Austria che presto si risposerà con Ottavio Farnese, da qui il territorio sarà integrato negli Stati Farnesiani d'Abruzzo. Il paese sarà portato alla ribalta durante gli eventi guerreschi del 1557 con la breve Guerra del Sale tra stati Pontifici ed il Regno di Napoli. Un grosso contingente papalino comandato da Giovanni Antonio Toraldo era penetrato nel regno ed aveva liberato il castello di Maltignano che era stato occupato dai napoletani, quindi l'esercito si diresse sotto le mura di Campli e prima ancora di avviare qualsiasi trattativa tra i due schieramenti, a Castelnuovo, iniziano i primi tafferugli. La situazione degenererà e porterà Toraldo, governatore di
Rispetto al centro camplese il sobborgo si caratterizza per aspetti più popolari, le case sono di più modeste dimensioni ma non mancano degni esempi delle architetture antiche, anch'esso come Campli è attraversato dalla lunga strada che serpeggiando tra le case mette in collegamento tutti i quartieri del centro abruzzese. Da questa dipartono le numerose vie laterali dove le case degli abitanti si accalcano, alcune con tracce evidenti delle epoche passate mentre altre sono state discutibilmente ristrutturate in epoca moderna, al centro di Nocella si trova la piazza dove sorge la Torre del Melatino e dove un tempo si trovava la chiesa di San Mariano della quale rimane solo qualche resto sparso. Su una casa a lato della piazza si nota un'interessante iscrizione: una poesia dedicata al matrimonio tra Re Carlo II di Spagna e Anna di Baviera-Neuburg avvenuto nel 1690. Interessante è anche l'abitazione attaccata alla chiesa dei Santi Mariano e Giacomo dove si trovano i resti del convento carmelitano, affianco alla chiesa si trova un altro bell'edificio antico con un loggiato. Continuando per il corso in direzione del capoluogo ci troviamo nella parte più dismessa di Nocella nonostante alcuni caseggiati meritino più attenzioni, da qui si usciva dalla porta del paese e si riscendeva nella selva scoscesa che divideva i due centri siti a poche centinaia di metri.