NULL Casa Parrocchiale - Habitual Tourist
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Bell'esempio di architettura medievale sopravvissuto fino ai giorni nostri, un tempo questo era il palazzo municipale del castello di Ripaberarda e per secoli qui si amministrò la vita del paese. A partire dal XVI secolo come attestano le descrizioni riprese dagli atti notarili degli archivi piceni, si componeva di una grande stanza, una più piccola ed una cucina, compresi gli ambienti al piano terra e quello sopra la porta del paese. Qui venivano ospitate le riunioni dei rappresentanti della comunità, qui risiedeva il podestà durante il suo mandato e qui veniva amministrata la giustizia fino al 1824 quando venne donata alla parrocchia, in concomitanza della demolizione della chiesa di Sant'Egidio e della relativa canonica.
All'angolo del palazzo si trova una piccola nicchia dove un tempo si poteva ammirare un affresco oggi perduto, si presenta piuttosto raffinata invece la facciata laterale dove corre una fascia marcapiano, le finestre ad arco sono incorniciate da formelle lavorate e la cornice del tetto si fregia di due file di mattoni disposti a dente di lupo. L'ingresso originale si trovava al secondo piano ed era raggiungibile tramite una scala che prolungava la volta a copertura della porta castellana, mentre negli ultimi secoli si era realizzata una porta al pian terreno.
Sebbene rimaneggiato l'interno conserva diverse ambientazioni di grande interesse: varcata l'attuale porta ci si trova nella tromba delle scale dove si conservano vari oggetti reperiti nel castello e si possono vedere i resti della precedente cinta muraria.
Nell'ambiente del piano terra per lungo tempo vi è stata la scuola paesana.
Al piano superiore si trova la collezione museale della parrocchia con diversi pezzi pregevoli, l'ampia stanza offre una semplice copertura sorretta da travi mentre un largo camino campeggia al centro. Un grande arco divide la stanza da un piccolo ambiente adiacente dove attraverso una porta si entra negli ambienti della torre rompitratta adiacente all'ingresso fortificato del paese che era anch'esso collegato al palazzo comunale da una porta, ora murata, ancora visibile sopra la scalinata d'ingresso.

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