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Nasce a Ripatransone nell'agosto del 1797, già giovanissimo apprende l'arte della liuteria dal padre Pietro Paolo. In seguito avvierà la sua bottega nella città di Ascoli dove si stabilirà qui conoscerà Eugenio Galeazzi dal quale ottenne importanti indicazioni sulla costruzione degli strumenti ad arco, riuscendo ad eguagliare se non a superare i suoi maestri nella perfezione dell'arte e specialmente nella costruzione dei violini. Viene descritto da chi lo conosceva come una persona riservata e di indole solitaria, uno dei motivi che forse non lo faranno del tutto apprezzare appieno dai suoi contemporanei. Commercializzava i suoi violini sopratutto alle classi sociali meno abbienti, non riuscendo quindi ad avere un giusto riconoscimento economico. Per questo motivo fu anche ebanista e tornitore, in particolar modo realizzava piombi per fissare i vetri alle finestre, il suo laboratorio ad Ascoli si trovava in Via Del Trivio, ed era chiamato "Mastro Raffaele" dalla sua clientela; realizzava violini, violoncelli, chitarre e mandolini. L'ascolano Gabrielli descrisse uno di questi pregevoli strumenti: un violino veramente pregevole per la scaltrezza del materiale usato, ovvero l'acero per il fondo e le fasce, l'abete del Tirolo per il piano armonico. Negli strumenti di questo liutaio vi è molta ricerca artistica nella forma e nei particolari, il suo modello è di derivazione classica dipinto con una vernice di un bel colore ambrato. Dopo un'attività di oltre quarantanni si spense nel giugno del 1871. Il Desideri deve considerarsi uno dei migliori liutai delle Marche.

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