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Uno dei cittadini più illustri di Ripatransone, dove nacque il 19 dicembre del 1784.
La sua era una famiglia nobile e viene educato già giovanissimo da due maestri privati, due religiosi francesi che si erano rifugiati nella cittadina per scappare dalla rivoluzione. Con loro imparò in maniera perfetta il francese, studiò poi a Recanati ed infine a Roma, dove si laureò in Legge. Era al contempo appassionato e ben dotato per le arti letterarie e per la musica e frequentò anche l'Accademia musicale di Santa Cecilia, tuttavia privilegiò la poesia e la grande letteratura.
Si rifiutò di iscriversi all'Accademia Ecclesiastica su volere del padre, ed fu costretto a ritornare nella sua cittadina natale, dove si dedicò agli studi filosofici, musicali e letterari, componendo anche una tragedia ed una commedia. In seguito nel 1805 si sposò con Pacifica Cancelli di Acquaviva Picena, stabilendosi a San Benedetto del Tronto, dove la moglie possedeva delle proprietà.
Durante il periodo napoleonico inizia la sua carriera di funzionario, venne eletto Capitano della Guardia Nazionale del Dipartimento del Tronto, Podestà e Viceprefetto. Riesce a rimanere nelle amministrazioni anche durante la restaurazione, nel 1815 fu Vicecommissario a Tolentino e poi a San Ginesio. Con la ricostituzione della Repubblica Romana dopo le rivolte del 1848 fu Podestà a Camerino e Deputato alle Camere Costituzionali a Roma, nel gennaio del 1849 ricevette Giuseppe Garibaldi con Nino Bixio ed altri garibaldini, giunti a San Benedetto; il condottiero fu accolto nel suo palazzo dove pernottò. Nel 1855 nel Piceno scoppiò una terribile epidemia di colera e Neroni immediatamente si prodigò per aiutare la popolazione, questo gesto gli fece guadagnare una Medaglia d'Oro al Merito Civile. Nel frattempo coltivava anche le sue passioni musicali, nel 1812 diviene direttore della "Società Filarmonica" di San Benedetto del Tronto e nel 1819, fu nominato membro onorario dell'Accademia Truentina di Ascoli Piceno, nel 1820 entrò nella Società Filarmonica di Bologna. Nel 1827 promosse la realizzazione del Teatro Concordia di San Benedetto, struttura progettata da Ignazio Cantalamessa e inaugurata nel 1835. Partecipò inoltre ai diversi concerti organizzati dall'Accademia Truentina, in qualità di clarinettista, spesso insieme ai suoi figli Emidio e Guglielmo, in varie rappresentazioni a Bologna e Ascoli Piceno nel 1827. Come letterato pubblicò anche varie opera come "La Battaglia di Tolentino" e "Memorie Storiche di San Benedetto del Tronto".

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