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Nato a Ripatransone nel gennaio del 1803, studia nel seminario locale poi al Liceo di Fermo. Insieme ai suoi fratelli Eusebio e Giovanni si appassiona alla causa risorgimentale, entra nella "Carboneria" che nel Piceno viveva una stagione florida; secondo Giuseppe Speranza, la vicina Cupra Marittima contava venti carbonari, mentre Grottammare cento. Quando a Napoli nel 1821 viene proclamata la Costituzione spagnola, Possenti partecipa ad una grande riunione carbonara a Villa Boccabianca per accordarsi con i "Liberali" del vicino Abruzzo. Ci fu in seguito un tentativo di proclamare una nuova costituzione a Ripatransone poi ad Offida, Acquaviva Picena e Ancarano, ma l'invio di truppe pontificie stronca la ribellione dopo pochi giorni. Dal 1827 si trasferisce a Firenze dove stringe contatti con molti patrioti che vivevano in quella città, come i principi Girolamo e Gioacchino Bonaparte ed il conte Alessandro Spada. Conosce anche Demetrio Curcumellis, che nel 1837 diventa capo del municipio di Corfù, isola greca dove si rifugiarono numerosi patrioti italiani. Torna nelle Marche nel 1831 dove prende parte ad un incontro con il generale Sercognani e le delegazioni dei liberali di San Benedetto, Grottammare e Massignano. Scelgono di scontrarsi con le milizie papaline, poi supportate dall'esercito austriaco ma fallita anche questa rivolta, Possenti fu costretto alla latitanza a Carassai, presso una famiglia di amici. Nel 1831 si iscrive alla Giovine Italia, diventando in breve tempo uno dei suoi maggiori esponenti, tenendo contatti con tutti i patrioti sia delle Marche che dell'Abruzzo; per molti anni le riunioni segrete si tennero nel villino dei fratelli Giuseppe e Carlo Malerbi situato vicino Cupra. Nel 1848 dopo la proclamazione della guerra all'Austria, si unisce ai legionari romani per la "Campagna del Veneto" insieme al fratello Eusebio, Carlo Malerbi ed altri giovani del Piceno. Partecipa alla difesa di Vicenza e di Venezia dove è promosso al grado di Tenente, infine è a Roma dove è nominato Capitano della Repubblica Romana. Dopo la restaurazione le cose per lui si mettono male, ricercato dalla polizia pontificia, si ritira a Cupra Marittima guardato a vista dalle autorità.; riprese comunque a tenere contatti con i vari patrioti e si recò anche a Roma, sfuggendo agli agenti che lo sorvegliavano. Ma ormai i tempi erano maturi per la caduta dello Stato della Chiesa, nel 1860 organizza con Saverio Grisei e Pier Francesco Frisiotti il Battaglione dei Cacciatori del Tronto, unità militare che affianca l'esercito unitario durante la liberazione delle Marche. Con l'Unità finisce la sua carriera da rivoluzionario e si dedica alla politica, fu sindaco di Cupra Marittima per cinque lustri, poi consigliere e deputato della Provincia. Membro di diverse associazioni umanitarie, nel 1869 istituisce la biblioteca pubblica mentre nel 1878 è tra i fondatori della cuprense Società di Mutuo soccorso. Si spegne nel novembre del 1887 e viene organizzato un funerale civile, come da sua volontà, al quale parteciparono numerosi personaggi illustri, suoi amici, diversi patrioti e veterani delle Guerre d'Indipendenza; la sua scomparsa sarà commemorata anche nel vicini Abruzzo.

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