login
cerca
Visualizza sulla mappa

Molto popolare nel XVI secolo, soprattutto a Quintodecimo, la figura di Aurelio Poliziani, membro della nobile famiglia presente nell'acquasantano, il cui vero nome è in realtà Ser Giovanni Silvestri soprannominato, insieme a tutta la casata, "Poliziani", appellativo che infine venne assunto come cognome.
Abbracciata la carriera ecclesiastica e diventato preposto della chiesa di San Giacomo di Ascoli Piceno dove da tempo risiedeva la famiglia, nel 1516 Poliziani viene eletto su ordine dei canonici lateranensi pievano di Quintodecimo e da allora si prodigherà per lo sviluppo del paese e del territorio da lui amministrati. Tra questi ricadevano anche i possedimenti dell'ordine giovannita relativi alla chiesa di San Giacomo che farà affittare obbligando gli affittuari a pagare le tasse al papa, mantenere un parroco e consegnare una certa quantità di candele il giorno della Candelora.
Tra le altre opere compiute si ricorda l'appalto delle dogane dei passi montani dell'acquasantano, il rifacimento ad opera delle maestranze lombarde della chiesa di San Vito, e la istituzione di un cappellano per le chiese di Matera e Vallecchia Monte Acuto. Compare ancora in alcuni documenti notarili nel 1524 e nel 1538, non si conosce la data precisa della morte ma è certo che nel 1558 l'amministrazione di Quintodecimo si prodiga per eleggere il suo successore che continuerà a gestire il patrimonio ecclesiastico enormemente rafforzato dalla gestione del Poliziani.

Se vuoi condividere questa scheda sui social, puoi utilizzare uno dei pulsanti qui sotto: