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Le poche case dell'insediamento ancora sopravvivono sulla sommità di questo solitario colle che si alza tra Porchiano e Ripaberarda, immerso nei calanchi scavati dal torrente Bretta e il Fosso della Ripa, in un contesto scenografico a dir poco unico.
Citato nei registri farfensi nel 900, quando l'influenza territoriale dell'abbazia andava espandandosi tra Ascoli ed il Monte dell'Ascensione, lungo l'antico diverticolo della salaria che da Porta Solestà ed il ponte romano, risaliva verso Fermo.
Un tempo più popoloso, il villaggio è stato progressivamente abbandonato dagli abitanti a causa delle continue frane, tipiche della zona calanchifera, che hanno probabilmente cancellato anche parte dell'abitato sorto sulla cima, del quale si scorgono ancora i ruderi di qualche minuto edificio.
Si raggiunge percorrendo fino in fondo la strada che costeggia il corso del Bretta, si arriva al borgo scomparso e si è subito accolti dai resti della piccola chiesa di San Serafino da Montegranaro, quasi annessa alla casa colonica, risalente alla seconda metà del XX secolo, che ancora resiste sulla cima. L'edificio, ancora in parte utilizzato dall'azienda agricola circostante, ha conservato alcuni aspetti delle attività passate: come le stalle al pian terreno, il pagliaio e le vicine cisterne per raccogliere l'acqua piovana. Ideale punto di osservazione dei calanchi, se ne raccomanda la visita a chi è in cerca di scorci surreali!

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