Maestro di Offida
Con questa denominazione, gli storici dell'arte vanno ad indicare la produzione di un artista o un nucleo di essi la cui dimensione pittorica può essere ricostruita attraverso un percorso determinato che confluisce opere distribuite in molte località del delle Marche e nel vicino Abruzzo, in maniera esplicita ad Offida (AP), in un lasso temporale che corre tra il XV e il XVI secolo.
Uno dei più imoprtanti studiosi marchigiani del Novecento, G. Crocetti, sottolineò che "La caratterista dei suoi dipinti è il modo singolare con cui disegna i raggi delle aureole: questi sono distribuiti con regolare scansione radiale, come nell'arte di Giotto, ma in tutte le aureole sono tracciati in scansione ascensionale, specialmente quelli della zona inferiore. Questa è una tecnica spiccatamente personale, ed equivale ad una firma".
Opere che ancora oggi destano ammirazione e suggestione, le troviamo ad Offida, in S.Maria della Rocca, eseguite nel 1367: l'Annunciazione, la Fuga in Egitto,la Crocifissione, e una Sepoltura di Gesù.
Sempre nell'Abbazia sono presenti altri affreschi, eseguiti in seguito, come Le storie di S.Lucia, L'Incoronazione della Vergine, la Madonna della Misericordia e S.Giovanni Evangelista, ed altre straordinarie figure come Le Storie di S.Caterina d'Alessandria.
Altre suggestive opere sono presenti ad Ascoli, nella chiesa di S.Tommaso, a Montefiore dell'Aso (Chisa di S.Francesco), e Monterubbiano.
Anche nel territorio del teramano troviamo le tracce di questo portentoso artista e del suo entourage, come nel Duomo di Teramo ed Atri e a Canzano, nella chiesa dei SS. Salvatore e Nicola.
Negli ultimi anni molti studiosi sono arrivati a varie ipotesi circa la formazione artistica del Maestro di Offida, la più accreditata sarebbe quella che lo vuole monaco che, a seguito di una formazione in campo artistico derivante da una scuola principalmente napoletana, avrebbe avuto contatti con il pittore Andrea da Bologna.