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Palazzo Matricardi

epoca: XX° sec.

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La planimetria di palazzo Matricardi, composto da un corpo principale quadrangolare e da un braccio che si estende perpendicolarmente in direzione sud, si adatta all'area determinata dalla confluenza di via Dino Angelini e Corso Mazzini nel momento in cui le due strade vanno a sfociare in piazza Cecco d'Ascoli. L'edificio si risolve dunque in una struttura dalla forma irregolare che presenta diversi fronti dalle caratteristiche stilistiche variegate, mostrando uno spirito eclettico tipico dell'architettura dei primi decenni del XX secolo. La villa infatti, realizzata come residenza della famiglia Matricardi, fondatrice nel 1922 di una prestigiosa fabbrica di ceramiche, unisce la riproposizione di elementi classicheggianti ad altri più spiccatamente liberty. Il corpo quadrangolare dell'edificio consta di due facciate principali una a ovest, su piazza Cecco d'Ascoli, e l'altra a nord su corso Mazzini, che presentano gli elementi architettonici più classicheggianti. A nord c'è il portale principale a tutto sesto tra due paraste decorate con quadrati scolpiti. Il portale è sovrastato da un balcone sostenuto da mensoloni, al quale si accede tramite una finestra con frontone triangolare. Gli altri balconi del primo piano hanno invece finestre architravate. Al secondo piano le finestre hanno semplici cornici in travertino. La facciata ovest si differenzia per la mancanza dei balconi. Sopra le finestre del secondo piano sono incastonati dei tondi in maiolica rappresentanti paesaggi, che oltre ad essere un prodotto dell'azienda di famiglia, sono un tipico elemento dell'architettura liberty. L'edificio è in gran parte intonacato di bianco, tuttavia, alle estremità delle due facciate vi sono sezioni di parete incorniciate da lastre di travertino a vista con una gran varietà di elementi architettonici: finestre architravate, balconi con finestre a tutto sesto e, nello spigolo tra la facciata ovest e quella nord, la scultura di una sfinge, figura legata al gusto per l'esotico proprio dell'art nouveau. Lo stesso discorso vale per la testa femminile con un lungo copricapo orientaleggiante con frutta collocata al centro della facciata con tetto spiovente a sud della villa, la quale, per la compresenza del vano mistilineo della rimessa, dell'arcone curvilineo al primo piano e della finestra con fregio vegetale, può essere considerata pienamente di stile liberty. Non manca, infine, l'elemento peculiare delle ville liberty, ovvero un'altana a concludere l'edificio nella parte superiore.

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