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Piccolo borgo del territorio di Comunanza, affacciato sopra il lago di Gerosa.
Immerso nelle boscose pendici del crinale sud della valle dell'Aso, come per i centri circostanti sono poche le notizie reperibili attualmente. Nei documenti si incontra anche con il nome di "Pian dell'Abete", forse legato ad "Albetiato", citato nei catasti ascolani insieme a Vindola ed "Altri luoghi" non meglio specificati in quest'area. Questi nel 1381 sono amministrati dal Podestà del comitato ascolano, con sede nel centro scomparso di Pizzorullo. Questa organizzazione si interrompe nel 1798, con la caduta del papato e l'instaurazione della Repubblica Romana, quando il territorio viene compreso con Cossinino nel Cantone Rurale d'Ascoli fino all'anno successivo. Torna sotto il comune Pizzorullo ma subito dopo, con la nuova organizzazione napoleonica del regno d'Italia del 1808, questo viene soppresso. Non viene ripristinato durante la restaurazione del 1815, è quindi diviso tra Comunanza e Rocca Reonile, sotto il governo di Ascoli. Dopo le riforme del 1833, l'area del comunanzese passa al governo di Amandola. Dalle visite pastorali del 1838 sappiamo che il borgo è ancora compreso nei territori di Cossinino, nella parrocchia di Santa Maria Assunta di Polverina. A questa è sottoposto il piccolo oratorio del paese, ancora oggi presente, è dedicato di San Pasquale. Dopo all'unità d'Italia del 1861 diventa frazione di Comunanza. Nella seconda metà del XX secolo, assiste dall'alto alla costruzione della diga del lago di Gerosa, che oggi contribuisce alla vocazione paesaggistica del borgo. Subisce in parte l'abbandono grazie allo spopolamento montano, ma verso la fine del secolo ne viene risistemata una parte, per essere utilizzata come struttura ricettiva, in grado di ospitare diversi turisti.
Si arriva al borgo dall'incrocio a Bivio di Cossinino, imboccando la strada brecciata che scende verso il lago, si arriva in paese dove è possibile fruire anche di un parcheggio. L'abitato si divide in due aree, una risistemata dove si trovano: un'ampio edificio padronale a pianta quadrata ed il lungo casamento a schiera, dove ha sede la struttura ricettiva. Intorno permangono i ruderi di alcune abitazioni, più interessanti sono quelle poste tra la parte risistemata ed il declivio che risale il crinale. Infatti si notano elementi in pietra tipici delle case rinascimentali, una di queste mostrava una fascia marcapiano ed una finestra in pietra lavorata. I ruderi più in basso, lungo la strada che ripidamente scende fino al lago, sembrano invece di abitazioni coloniche non troppo antiche. Piantabete rimane comunque un ottima base di appoggio per le numerose escursioni, praticabili lungo i boscosi sentieri della montagna comunanzese.


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