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Furono oltre cinquanta i missionari di origine marchigiana che partirono per raggiungere il lontano Tibet con lo scopo di evangelizzarlo. Propaganda Fide organizzò in un ciclo temporale di 41 anni dal 1704-1745 ben sette spedizioni che a fronte del forte entusiasmo dei protagonisti, unito a un encomiabile impegno e sacrificio, portò ad un desolante e modesto riscontro. Per questo difficilissimo compito furono scelti i Frati Cappuccini e non i Gesuiti, soprattutto per il grande spirito di sacrificio che animava l'ordine. Probabilmente a Roma premevano molto per dare inizio all'opera di evangelizzazione e diffusione del culto, nella regione dell'Himalaya. Essi partirono con il supporto incondizionato della fede ed erano del tutto ignari di dover fronteggiare un viaggio massacrante di circa tre anni. Domenico Antonio Fioravanti fu uno di questi religiosi, nato a Castignano nel 1667, di lui si hanno poche notizie tranne che entrò nei Frati Minori secondo le fonti dell'ordine a 42 anni "ricevuto" da Padre Michelangelo da Ragusa Provinciale della Marca e definitore generale. Fu "vestito" a Cingoli da Padre Nicola da Monterubbiano guardiano definitore e maestro dei novizi il 9 di ottobre del 1709. La sua professione dei voti avvenne come consuetudine esattamente nel medesimo giorno, mese e luogo dal medesimo maestro dei novizi. Giunse sicuramente insieme ai confratelli nella colonia francese di Chadernagor, nel 1715. Dal necrologio dell'ordine vi si attesta che "il 28 di novembre Padre Francesco Antonio da Castignano già sacerdote secolare di età 48 anni andò missionario". Fece parte della IV spedizione nel Tibet ma mori dopo poco il suo arrivo in India Settentrionale.

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