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Un gradevole villaggio acquasantano, sorto lungo i pendii della sponda settentrionale del Tronto.
Chiamata un tempo San Pietro in Gottare, in memoria dello scomparso castello che un tempo dominava l'area, almeno fino al XVI secolo, nel tempo il nome muterà con quello del santo titolare della chiesa, mentre il toponimo di Gottare andrà mano a mano scomparendo.
Nel 1039 si legge che il territorio gottarese viene donato all'abbazia farfense da Ilperino di Trasmondo e sua moglie Biliarda, forse possidenti di origine germanica, in seguito entra a far parte dei domini del vescovo di Ascoli. Insieme alle altre entità del castello formerà un suo sindacato autonomo e si sostituisce come sede dell'amministrazioni al castello ormai in decadenza. l'istituzione sarà sottoposta al podestà di Acquasanta, con sede a Paggese, come confermato dalla tavola dei castelli dello stato di Ascoli del 1483.
Nel 1550 si lamenta con il governo ascolano in quanto accusata ingiustamente di non pagare le tasse, si discolpa sostenendo invece, di aver contribuito col sindacato delle Gottare, che aveva un trattamento differente, rispetto alle altre entità della podesteria acquasantana. Il sindacato gottarese intanto veniva sciolto ed i suoi territori accorpati con quelli di Acquasanta. Nel 1591 si ha un'episodio che lega il paese al brigantaggio, infatti il capitano Agamennone Ciucci viene ferito mentre stava conducendo un'operazione contro i banditi appostati nell'area.
Nel 1798 la Repubblica Romana riorganizza per poco tempo il territorio, si vede che Arli ha sostituto San Pietro come centro rappresentativo della zona, compresa nel nuovo e vasto cantone di Acquasanta, sottoposto al Distretto di Ascoli del Dipartimento del Tronto.
Nel 1808, con l'arrivo di Napoleone, l'acquasantano passa sotto Ascoli, con la successiva restaurazione nel 1816 vengono create le Delegazioni Apostoliche ed il Governo di Acquasanta, comprendente anche la frazione. Dopo il 1833 la sede del Governo viene trasferita ad Arquata fino all'Unità d'Italia, quando l'arrivo dell'esercito piemontese fa esplodere la rivolta in tutta la montagna. San Pietro non viene coinvolta direttamente negli scontri ma non sarà rimasta indifferente ai numerosi lealisti pontifici che circolavano anche nell'area delle Gottare. Nel 1834 entra a far parte del comune di Santa Maria del Tronto, nato da un'attrito tra Acquasanta e molte delle sue frazioni, che abbandoneranno il capoluogo, costituendo un nuovo municipio. Non parteciperà però nel 1860 all'assalto di Cagnano, guidato da Giovanni Piccioni, nonostante l'Abate Ascenzi fosse stato incaricato di reclutare uomini in quell'area, nel 1867 viene sciolto il comune di Santa Maria ed i suoi territori entrano nel moderno muncipio di Acquasanta Terme.
Vi si arriva percorrendo una strada brecciata che parte da Arli e si dirige verso Piana della Forcella e Campeglia fin verso Sala, non sempre troppo agevole. Il paese è posto su un declivio e nel punto più basso si trova la chiesa di San Pietro, con una bella vista panoramica sulla vallata, al suo fianco un caseggiato mostra i resti di una casa fortificata con pietre scolpite, risalente al XVI secolo. Le altre case si dispongono sul pendio risalendolo fino alla strada, un'intricato sistema di scalinate permette di compensare il dislivello, l'ultima casa in alto conclude, il viaggio nel piccolo borgo.

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