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Candido Augusto Vecchi si può considerare come il marchigiano più amico del grande condottiero Giuseppe Garibaldi. Nella sua intensa esistenza fu patriota, militare, politico ed infine anche storico.
Nacque nel febbraio del 1814 a Fermo ed era figlio di un carbonaro. Il padre, anche lui di nome Candido, si trasferì ad Ascoli con la sua famiglia quando il figlio aveva poco più di cinque anni. Il Vecchi studiò nel collegio Colasanzio di Chieti, e già adolescente iniziò ad assimilare con entusiasmo, i fatti dei moti risorgimentali, che erano stati gli ideali paterni.
Si iscrisse alla Giovine Italia e nel 1833 e subì vari arresti; rilasciato si rifugiò prima a Napoli, nel 1837, poi a Parigi, dove conobbe Giuseppe Mazzini.
Nel 1842 sposò Vittoria della Ripa, che gli diede due figli, Augusto Vittorio e Lionello, entrambi nati nel territorio francese.
Allo scoppio dei moti del 1848 Candido Augusto non perse tempo e tornò in Italia come soldato semplice: si inquadrò nel Colonna mobile dei Modenesi, volontari schierati con l'esercito del Regno Piemontese. Le cronache riportano che il giovane marchigiano fu ferito nella battaglia del Governolo del 28 aprile del 1848. In seguito venne promosso capitano del 23° Reggimento, dopo aver partecipato alla battaglia di Novara nel 1849.
Quando l'Eroe dei Due Mondi arrivò a Macerata con le sue legioni, che era parte integrante del territorio della Repubblica Romana nel 1849, il Vecchi scrisse al Generale il quale risponde repentinamente, chiedendogli notizie di Ascoli, che attraversò per proseguire agevolmente per Roma. Garibaldi non conosceva le Marche, pertanto si fidava di Candido, suo vecchio compagno d'armi nella lotta contro gli austriaci. Le truppe garibaldine arrivarono ad Ascoli nel freddo gennaio del 1849, e Vecchi incontrò Garibaldi al Teatro Ventidio Basso; insieme assistettero a due operette musicali, e nel frattempo la delegazione garibaldina fu ospitata in città.
Il Vecchi era stato anche eletto rappresentante della provincia ascolana per l'Assemblea Costituente Romana, e dopo pochi giorni partì per Roma, dove contribuì all' Assemblea generale romana e alla costituente italiana della Repubblica Romana.
Dopo la caduta della Repubblica dovette fuggire e si trasferì in Corsica, quindi a La Spezia e a Genova, città dove presse la residenza per circa 4 anni con la famiglia.
La passione rivoluzionaria tornò prepotentemente, e negli anni seguenti il Vecchi si unì all'Eroe dei due mondi diventando colonnello delle truppe Garibaldine e partecipando sul campo di battaglia in modo concreto. Ospitò Garibaldi nella sua tenuta di Villa Spinola in Liguria nel 1859, agli inizi della spedizione dei Mille, e fu al fianco del Generale anche nella battaglia di Milazzo e negli scontri nell'area del Volturno (Settembre del 1860).
Nell' incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, Candido fu partecipe e fu elogiato dal sovrano, che conosceva ed apprezzava i suoi sforzi per la causa dell'unità italiana.
Fu eletto deputato per due legislature, tra il 1861 e il 1867.
Trascorse gli ultimi tempi tra Caprera, ospite del suo grande amico Garibaldi, e Ascoli, dove morì nel gennaio del 1869. Ivi riposa nella parte più importante del cimitero comunale.
Al Vecchi furono anche dedicate una via e un busto esposto presso il giardino del Palazzo dell'Arengo, sede comunale.
Un altro busto commemorativo è al Gianicolo a Roma, tra i monumenti dei grandi patrioti italiani.

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