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Nobiluomo di origine fermana, passò alla storia per aver ceduto alla Fraternita di Santa Maria della Carità il feudo di Rocca Montevarmine. Di famiglia agiata, durante la vita si era preoccupato di riunire dagli eredi dei nobili Ameli da Massa le proprietà della Rocca di Montevarmine, frazionate nel corso degli anni. Verso la fine del XIV secolo il Mattei si trovava in possesso di una grande porzione del territorio compreso tra Montalto e Carassai; allo scopo di difenderlo ottenne dall'allora signore di Fermo Andrea Tomacelli, fratello di Bonifacio IX, il permesso di ricostruire la rocca, distrutta agli inizi del '300. Nel 1398 iniziò la ricostruzione del fortilizio nella versione che è giunta fino a noi. Rimasto senza eredi e probabilmente per espiare un eventuale passato turbolento, come era normale per un nobile in quell'epoca, decise nel 1417 di fare testamento lasciando tutto all'Ospedale di Santa Maria della carità, sorto nel 1341. Muore nel 1431 e vengono attuate le disposizioni testamentarie in favore de' “I poveri, deboli, vaganti senza sussidio”; a lui verranno intitolati l'orfanotrofio ed il manicomio di Fermo, chiusi alla fine del XX secolo.

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