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Nata ad Ascoli nel gennaio del 1596, Gerolama proveniva da un'importante famiglia nobiliare. All'età di 16 anni fu costretta dal padre a sposarsi contro la sua volontà. Rimasta vedova dopo pochi anni, la Veramonti rinunciò alla dote e si ritirò in una residenza donatale dagli eredi di altre famiglie nobiliari ascolane, come gli Alvitreti e i Malaspina. In breve tempo trasformò la casa, che divenne la dimora di chi aveva estremamente bisogno di cibo, di un consiglio spirituale e di conforto. Dopo pochi anni Girolama era diventata un fondamentale punto di riferimento, oltre che del popolo ascolano, anche di ecclesiastici di ogni rango, di importanti rappresentanti di Congregazioni, e alti prelati romani che la consultavano come un oracolo. Tra i suoi devoti vi sono il Beato Bernardo di Offida, il Vescovo di Ascoli Gabrielli, l'Arcivescovo fermano Rinuccini. Grazie alla Veramonti molte persone scelsero la vita religiosa, come Padre Pietro Sgariglia, che fondò l'oratorio dei Filippini nella città picena, P. Parisani Francescano, il Gesuita P. Ficcadenti, e il Carmelitano P. Mucciarelli. Si spense nel maggio del 1665; le esequie furono seguite da una folla imponente: le autorità locali insieme al Vescovo Gabrielli dovettero far presidiare l'abitazione da ben 40 soldati per fronteggiare l'enorme massa di fedeli, provenienti anche da molti centri limitrofi. Venne sepolta nella chiesa di San Venanzio, presso l'altare di Santa Caterina eretto grazie alle donazione di suoi devoti.

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